
“Dopo la nostra denuncia, i costi della Giunta Renzi sono saliti sulla ribalta mediatica nazionale, grazie al Mr. Neuro di Striscia la Notizia. E nonostante i tentativi di arrampicata sugli specchi, alla fine il sindaco non può negare l’evidenza dei fatti, né smentire numeri che vengono dai suoi stessi uffici. Ma pur di cascare in piedi, Renzi sta cercando di rimediare a questa brutta figura, tanto da aver avviato a tempo di record una riorganizzazione tesa a ridurre i costi della sua giunta.
Siamo
contenti se il nostro lavoro sta contribuendo a ridurre le spese a carico dei cittadini, ma la strada che Renzi deve fare è ancora lunga. Nonostante il minor numero di assessori e la recente riorganizzazione, la sua amministrazione continua a costare ai fiorentini 446.671,34 euro in più rispetto a quella di Domenici: A fine mandato, se i numeri resteranno questi, il ‘conto’ sarà di 2,5 milioni circa in più, a causa principalmente delle persone assunte a chiamata diretta che lavorano per il suo ufficio. Basti dire che, solo nell’ufficio di gabinetto del sindaco, lavorano il più del triplo di quelle di Domenici: sono 17 infatti quelle attuali, ma solo a poco tempo fa il numero era ancora più impressionante: 23 contro le 5 del suo predecessore".
Questa la dichiarazione dei consiglieri PdL Emanuele Roselli e Francesco Torselli.
“In un primo momento il sindaco ci ha detto, attraverso l’assessore Saccardi, che i dati da noi forniti non erano corrispondenti alla realtà, e quando poi è stato chiaro a tutti che invece avevamo diffuso numeri reali forniti dai suoi uffici, si è aggrappato alla riorganizzazione effettuata lo scorso autunno, che avrebbe cambiato radicalmente la situazione. Del resto annunciare in televisione di voler dimezzare il numero dei parlamentari, salvo poi triplicare il numero dei suo collaboratori, non giova certo alla sua credibilità. Ma anche qui il sindaco non ha fatto centro: infatti con la riorganizzazione i numeri sono cambiati sì, ma solo di poco. Si è passati da + 644mila euro rispetto a Domenici a + 446mila. Sempre tanti soldi: 4.568.428 euro all'anno, 380.702 euro al mese, 12.690 al giorno, 528 all’ora, poco meno di 9 euro l’ora” hanno aggiunto i due esponenti del PdL.
“Bene comunque se grazie al nostro esercizio del ruolo di controllo le cose cominciano a cambiare, ma continuiamo a pensare che 52 persone assunte a chiamata diretta (costo 886.438 euro) siano francamente troppe, anche per chi si vanta di aver ridotto ad 8 il numero degli assessori. Renzi ha tolto qualche poltrona dal palcoscenico illuminato dai riflettori, ma ha aumentato in modo consistenze chi opera "dietro le quinte". Altro che taglio ai costi della politica, a Firenze avere come sindaco Renzi, alla fine della fiera, considerati i 5 anni di mandato, sarà costato 23 milioni di euro: 2,5 in più rispetto a chi aveva molti più assessori di lui. Caro Renzi, ma quanto ci costi?” hanno concluso Roselli e Torselli.
“I due consiglieri del PdlL ci sono ricascati, continuano a dare numeri sbagliati, non riesco a capire i dati, corretti, che hanno in mano e con una certa dose di arroganza cercano pure scuse per coprire la loro figuraccia precedente”.
È quanto afferma l’assessore al personale Stefania Saccardi, replicando alle dichiarazioni di consiglieri del PdL Emanuele Roselli e Francesco Torselli.
Prima di tutto un dato generale: alla fine del mandato del sindaco Leonardo Domenici i dipendenti comunali erano 5.173 mentre con il sindaco Matteo Renzi al 31 dicembre 2011 erano scesi a 4.910. Rimanendo sui numeri, il sindaco Renzi ha tre persone in segreteria, di cui una a tempo determinato e due dipendenti pubblici. Il sindaco precedente ne aveva cinque.
Entrando nel dettaglio degli altri dati illustrati dai consiglieri del PdL, l’assessore Saccardi precisa i dipendenti assunti con articolo 90 (a chiamata diretta) adesso sono 66 a fronte dei 67 dell’amministrazione Domenici.
“La tesi dei consiglieri del PdL è più o meno questa: le persone chiamate dall’esterno (per loro sono 52 ma anche in questo caso hanno sbagliato a contare perché almeno due sono dipendenti del comune ed altri tre comandati da altre amministrazioni pubbliche) sono molte di più dell’amministrazione precedente e quindi sono cresciuti i costi. Loro sanno – ribadisce l’assessore – perché l’ho già risposto in consiglio comunale proprio a loro su questo argomento, che la quasi totalità delle 42 persone chiamate nelle segreterie della precedente amministrazione furono sostituite da altrettanti assunti per coprire i posti lasciati vuoti. Quindi fare differenze fra interne ed esterni è semplicemente senza senso. Contano i numeri totali. Ed allora a metà del primo mandato, sotto Domenici erano 88, adesso sono 72”.
Continuando sui numeri, sotto il capo dell’Ufficio di gabinetto, che ha assunto anche i compiti di direttore dell’Ufficio del sindaco, figura scomparsa da qualche mese, ci sono adesso 38 persone, mentre la direzione dell’ufficio del sindaco di Domenici aveva oltre 50. “I capisegreteria degli assessori sono al momento sette – sottolinea l’assessore –, mentre nella precedente amministrazione erano nettamente di più visto che erano di più gli assessori. E non dimentichiamo, appunto, che la giunta precedente è stata composta da un numero di assessori quasi doppio di quella attuale: facendo un calcolo grossolano, 13 assessori arrivano a costare circa 300mila euro, e di questa cifra nei calcoli del PdL non c’è traccia. Infine, due dirigenti citati dai consiglieri, sono personale di ruolo”.
L’assessore Saccardi rincara la dose. “I consiglieri hanno pure la faccia tosta di tornare sull’argomento con l’affermazione ‘Renzi sta cercando di rimediare a questa brutta figura, tanto da aver avviato a tempo di record una riorganizzazione tesa a ridurre i costi della sua giunta’. A tempo di record? E’ stata fatta quattro mesi fa e presentata in consiglio comunale. Ma i due consiglieri non se ne sono accorti e, dopo la figuraccia rimediata alcune settimane fa, hanno anche il coraggio di tornare sull’argomento”.
“Atteggiamenti come questi sono la testimonianza della povertà culturale di un certo modo di fare politica. Un modo distante mille miglia da come lo intendo io perché per me la politica è una cosa seria” conclude l’assessore Saccardi. (mf)