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Firenze

Difesa del suolo, tre donne intorno ad un tavolo per parlare di come salvaguardare il territorio e i cittadini

Se ne è parlato in un seminario organizzato dalla Fondazione e dall'Ordine dei Geologi con Maria Teresa Fagioli, Anna Rita Bramerini e Raffaella Mariani
04/02/2012 - 12:57

 

Ripensare la legge di difesa del suolo. E' quanto hanno chiesto i geologi della Toscana nell'incontro che si è tenuto a Firenze organizzato dalla Fondazione e dall'Ordine dei Geologi della Toscana che aveva per titolo «Difesa del suolo: normativa, competenze, prospettive».

 

Per Maria Teresa Fagioli, presidente dell'Ordine «occorre iniziare a parlare di rischio sostenibile. Dobbiamo avere la consapevolezza che il rischio non è mai scongiurabile in maniera assoluta. C'è solo da stabilire quanto rischio vogliamo accettare. Certo è improbabile che qualcuno continui a costruite nell’alveo di un fiume, ma non sono utili neppure vincoli troppo stretti perché comunque non potranno mai essere esaustivi di tutte le casistiche. Dobbiamo superare la filosofia del divieto assoluto, la norma non calibrata sulla esposizione reale a rischio, inteso come grandezza statistica, definita in maniera trasparente, viene percepita come sopruso e spesso disapplicata o aggirata». Insomma per dirla come è emerso durante il convegno deve essere ripensata la filosofia della difesa del suolo, su basi più tecnico scientifiche e meno emozionali emergenziali.

 

«Si deve iniziare a pensare un normativa di difesa del suolo che attui quanto di meglio si possa fare per il cittadino. Abbiamo iniziato a parlarne e per la prima volta si sono ritrovati a discutere in maniera propositiva la deputata Raffaella Mariani della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, l’assessore all’Ambiente, Difesa del Solo e Servizio idrici integrato della Giunta regionale toscana Anna Rita Bramerini e il presidente dell'Ordine dei Geologi», continua Fagioli.

 

La Regione ha in prospettiva, segnala l’Assessore Bramerini, «di cambiare la legge regionale sulla tutela del suolo. Vogliamo riassegnare le competenze, tenere quello di buono che si è fatto e superare le criticità. Vogliamo occuparci della difesa del suolo a 360 gradi, dalla risorsa idrica al rischio idrogeologico e idraulico alla tutela della costa. Tra gli obiettivi c'è la messa a sistema della banca dati del suolo e del sottosuolo tra cui la risorsa idrica».

A livello nazionale, come ha sottolineato l'onorevole Raffaella Mariani, che è geologa, l'intento è di arrivare a rivedere la distribuzione delle competenze che adesso sono in capo alla Protezione Civile ma che hanno necessità di essere gestite non come se si fosse sempre in emergenza.

 

«Abbiamo l'occasione - sostiene il presidente Fagioli – per rinnovare la professione. L'Ordine potrebbe svolgere il ruolo di certificatore della qualità del lavoro dei geologi a tutela dei cittadini».

 

Ma dal convegno emerge anche un ulteriore segnale, «la convergenza di intenti che si sta delineando si concretizza nel momento in cui, a proposito di difesa del suolo, a rappresentare tre strutture come Regione, Camera e Ordine Geologi si sono trovate insieme tre donne», ha concluso Fagioli.

Fonte: Ordine dei Geologi della Toscana
 
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