
Problemi per i ragazzi del Comprensorio del Cuoio che frequentano le scuole superiori di Empoli. Li segnala un genitore in una lettera a gonews.it in merito al servizio pubblico di trasporto in autobus.
Di seguito l’intervento.
“Scrivo in quanto genitore di un alunno che frequenta la scuola superiore ad Empoli. Ci sono evidenti problemi di trasporto pubblico servito dalla Sequi di Santa Croce sull'Arno.
Oggi, come spesso accade, mio figlio e una trentina di ragazzi sono stati lasciati a piedi dall'autobus che percorre la tratta Empoli-Ponte a Egola delle ore 13. 15.
Ci sembra ingiusto in quanto paghiamo mensilmente 43,05 euro per un abbonamento che poi si rileva inutile, in quanto i ragazzi vengono lasciati a piedi. In 5 anni che mio figlio frequenta la scuola ad Empoli non è la prima volta che succede: quando devono salire i ragazzi devono fare a ‘spintoni’ per poi trovare un posto in piedi (se va bene sennò il bus li scarica). Recentemente, sulla corsa delle 13.15 della stessa tratta, mentre l'autobus stava viaggiando si sono aperte le porte posteriori e una ragazza è scesa dal bus praticamente al volo, per fortuna senza farsi niente.
Queste sono cose che non possono succedere, insistono nel dire che alle 13.45 e alle 14.05 ci sono altri bus che eseguono la tratta Empoli-Ponte a Egola, ma quello che noi ci teniamo a far capire ai gestori della linea è che in ogni caso risultano pieni poiché molti ragazzi escono alle 13.30-14 ogni giorno. Inoltre i ragazzi durante il pomeriggio hanno diritto ad avere un po’ di tempo libero prima della studio: se prendono quei bus prima delle 15 non sono a casa poi giustamente ci sono il pranzo, i compiti, i vari impegni extrascolastici.
Chiediamo solo di poter aggiungere un autobus che percorra la stessa tratta allo stesso orario oppure alle 13, insomma una soluzione che permetta ai ragazzi di tornare a casa a un orario normale. Richiediamo soltanto che il normale servizio pubblico venga svolto nei migliori dei modi, non solo per gli studenti, che pagando l'abbonamento ne hanno diritto, ma anche per chi si trova a dover prendere occasionalmente quell'autobus”.