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Grosseto

Comitati e Associazioni ambientaliste si schierano contro l'abbattimento 'libero' di cinghiali sancito dalla Regione

La delibera consentirebbe di sparare agli ungulati anche per rischi sul raccolto. Ecco le proposte dei 'movimenti' a difesa degli animali
07/02/2012 - 19:05

Il Coordinamento dei Comitati Ambientalisti della Provincia di Grosseto, insieme alle Associazioni L.A.C. (Lega Abolizione Caccia), L.AV. (Lega Anti Vivisezione), Italia Nostra e ACU (Associazione Consumatori Utenti), esprime la propria netta contrarietà sulla possibilità, sancita recentemente dalla Commissione Agricoltura della Regione Toscana, di abbattimento “libero” di cinghiali e altri ungulati (caprioli e daini), da parte di agricoltori che lo ritengono necessario e senza alcuna autorizzazione preventiva. 

 

I rischi che corrono gli esseri umani (oltre agli animali),  durante il periodo di caccia, sono documentati da fatti di cronaca che hanno dell’incredibile. Escursionisti, ciclisti, appassionati di trekking, cercatori di funghi o chi semplicemente ama passeggiare e trascorrere qualche ora in natura, rischia seriamente di essere ferito o ucciso dalle doppiette dei cacciatori. Le vittime della caccia “umane” si contano a decine ogni anno, per non parlare dei feriti (dati consultabili sul sito dell’Associazione vittime della caccia). Tra i feriti si contano anche due 14enni, colpiti mentre accompagnavano i loro padri.  Consentire di cacciare anche al di fuori del periodo venatorio porterebbe il numero di feriti e morti a crescere ulteriormente.

 
 
Inoltre è dimostrato da un autorevole studio scientifico francese che ha seguito per oltre 22 anni la moltiplicazione dei cinghiali che, dove la caccia è maggiormente frequente e intensa, la fertilità dei cinghiali aumenta e di conseguenza il loro numero.
 
 
Con la possibilità di sparare in qualunque periodo dell’anno, i bracconieri avrebbero vita facile perché verrebbero individuati con maggiore difficoltà e un qualunque fenomeno di caccia illegale potrebbe essere giustificato dalla necessità di uccidere l’animale per presunti danni sulle colture agricole. Questa proposta, infatti, consente la possibilità di sparare agli ungulati anche per i rischi sul raccolto e non soltanto sulla base dei danni reali.
 
 
Adesso invece analizziamo la vera causa del soprannumero dei cinghiali. Una politica scellerata, negli anni 50 e 60 ha permesso l’introduzione nel nostro territorio di specie molto più prolifiche di quelle autoctone e adesso chi paga i danni di questi gravi errori se non i cittadini e gli agricoltori? Cinghiali e mufloni sono stati immessi anche in zone (Isola D’Elba) dove questi non erano presenti. La stessa Commissione Agricoltura della Camera, il 26 di Luglio dello scorso anno, afferma che una delle cause che ha favorito l’espansione delle popolazioni di ungulati, è l’immissione di cinghiali a scopo venatorio.
 
 
 
Quali sono le possibili soluzioni?
 
-          Vietare realmente, con controlli e sanzioni severe, che questi animali vengano alimentati illegalmente dalle squadre dei cinghialai per favorirne la riproduzione e la crescita numerica;
-          Vietare la vendita e la conseguente introduzione di animali vivi (cinghiali, mufloni, daini, caprioli e cervi) in tutto il territorio - zone di caccia comprese.
-          Risarcimenti rapidi e veloci a favore degli agricoltori che hanno subito reali danni alle colture.
-          Finanziamenti agevolati e a fondo perduto per l’adozione di sistemi ecologici (recinzioni elettrificate, dissuasori, ecc.) per impedire l’ingresso degli animali nei campi coltivati.
-          L’adozione del vaccino sterilizzante GnRH , la cui sperimentazione in Inghilterra e negli USA sta dando risultati incoraggianti per ridurre concretamente e in modo incruento il  numero degli ungulati.
 
 
 
 
Una ulteriore espansione del periodo di caccia non porta nessun risultato positivo se non ulteriori violenze e crudeltà sugli animali e rischi sull’incolumità pubblica.
 

 
 
L.A.C. (Lega Abolizione della Caccia) – Silveri Raimondo
Italia Nostra - Michele Scola
L.A.V. (Lega Anti Vivisezione) – Giacomo Bottinelli
A.C.U. (Associazione Consumatori Utenti) - Miriam Croxatto

 

 
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