
Iniziative per riconoscere il ruolo di garanzia del Difensore civico regionale a salvaguardia dei diritti dei cittadini, nei confronti delle pubbliche amministrazioni che gestiscono servizi pubblici. Promozione di nuove forme per la soluzione delle controversie, alternative al processo giurisdizionale. Sono questi i contenuti della relazione sull’attività svolta nel 2010 dal Difensore civico regionale, approvata dall'aula attraverso una risoluzione che ha visto il voto favorevole della maggioranza e l'astensione di Pdl, Lega, Udc e della consigliera Marina Staccioli (Gruppo Misto). Nella risoluzione si esprime apprezzamento per il lavoro svolto dal Difensore civico regionale nel 2010.
Marco Manneschi (IdV), presidente della Commissione Affari istituzionali, ha illustrato la relazione sull’attività 2010, anno di situazione straordinaria per il periodo di vacanza di circa nove mesi della figura del difensore. “Le pratiche aperte nel 2010, sono state quasi tutte portate a conclusione – ha detto Manneschi - di particolare importanza quelle in materia di tributi regionali”. Il presidente ha ricordato gli interventi del Difensore nei confronti dei soggetti danneggiati da vaccini, trasfusioni ed emoderivati. “La difesa civica in Toscana – ha detto – è una realtà consolidata. L’idea è quella di promuovere la difesa civica al servizio dei cittadini e valorizzarne l’intervento nei casi di cattiva amministrazione”.
Alessandro Antichi (Pdl), vicepresidente della stessa prima commissione, ha espresso approvazione per il lavoro della difesa civica ma ha nel contempo evidenziato l’importante diminuzione del numero delle pratiche aperte: 2.199 nel 2009, 1758 nel 2010 dovuto alla vacanza del ruolo del Difensore ma anche alla “disaffezione” del cittadino. “L’attività del Difensore – ha aggiunto - dovrebbe specializzarsi nei settori nei quali ha dimostrato più capacità risolutiva come i servizi pubblici, la sanità e i tributi regionali”.
“Dislocare sul territorio gli uffici del Difensore civico”. Questa la proposta di Monica Sgherri (capogruppo FdS- Verdi) per meglio far conoscere questo istituto ai cittadini. “Per loro – ha detto - è sempre più difficile trovare l’interlocutore a cui far presente la violazione dei propri diritti nel servizio pubblico”.
Due gli aspetti su cui incidere per lo sviluppo della difesa civica secondo Eugenio Giani (Pd): “Il rapporto con le istituzioni locali, creando una rete sul territorio e individuando uffici decentrati di tutela civica, e la definizione di momenti di check up tra funzioni del difensore e procedure messe in campo”.
“La voce amica dei cittadini nella pubblica amministrazione che non risponde”. Così Paolo Bambagioni (Pd) ha definito la difesa civica, sottolineando la necessità di considerarla “fonte per intervenire sui problemi quotidiani, partendo dal caso specifico di un cittadino per trarne principi generali, per dare risposte concrete”.
Nella risoluzione si sottolinea che la soppressione dei difensori civici locali rende necessarie nuove forme di raccordo con l’utenza sul territorio e si esprime apprezzamento per la collaborazione attivata in tal senso con Anci ed Upi.