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Prato

Morto in tipografia, un branco seviziò e uccise l'ex clochard

Fermato romeni e italiani, fu un raid punitivo per uno sgarro a una lucciola
08/02/2012 - 20:58

Un debito di poche centinaia di euro o uno sgarro potrebbero essere il movente della tortura e dell'uccisione di Andrea Manzuoli, l'operaio di 45 anni - ex barbone - trovato morto lo scorso 2 gennaio all'interno di una tipografia industriale di Prato nella quale lavorava.

 

Il gruppo che ha seviziato e ucciso l'ex clochard, forse per una prestazione sessuale non pagata o per uno sgarro simile, sarebbe composto da quattro o cinque persone: un italiano e tre romeni, tutti tra i 40 ei 50 anni.

 

Ma ci sarebbe anche un altro italiano bloccato oggi per gli stessi motivi: una posizione, quella del quinto presunto coinvolto, sulla quale gli investigatori hanno mantenuto il riserbo per tutta la giornata. L'uomo è ancora sotto interrogatorio.

 

Tutti sarebbero persone legate al giro di prostituzione che quotidianamente anima la zona della stazione ferroviaria di Prato. La notte di lunedì un quarantenne italiano è stato bloccato come sospettato di avere a che fare con l'omicidio.

 

E oggi pomeriggio, quaranta giorni dopo il delitto, i Carabinieri del nucleo investigativo di Prato hanno eseguito tre fermi di polizia giudiziaria nei confronti di altrettanti romeni indagati per concorso in omicidio ed hanno bloccato anche un altro italiano.

 

Il cadavere di Manzuoli era stato ritrovato da una segretaria della tipografia industriale il mattino del 2 gennaio, alla ripresa delle attività lavorative dopo la festa di capodanno. L'uomo, che viveva in una roulotte parcheggiata nell'atrio dell'azienda in via Vannucchim, nella zona industriale "Macrolotto uno" della città laniera, aveva la testa fracassata e diverse ferite anomale: tagli orizzontali sulle braccia e un alluce reciso.

 

Tutti segni di accanimento e tortura che hanno immediatamente indirizzato le indagini della Procura di Prato verso la pista di una vendetta, di una punizione o di un regolamento di conti. Il medico legale aveva fatto risalire l'aggressione alla notte di Capodanno.

 

La colluttazione con la vittima era cominciata all'interno della roulotte: lì era stato reciso l'alluce a Manzuoli, che poi era stato trascinato fuori e costretto ad aprire le porte dell'azienda nella quale è proseguita la tortura.

 

L'indagine - condotta dai Carabinieri e coordinata dal sostituto procuratore Roberta Pieri - si è concentrata sulle frequentazioni notturne dell'ex clochard, che gravitavano attorno alla stazione ferroviaria di Prato.

 

La vittima avrebbe avuto rapporti sessuali con una prostituta romena: il mancato pagamento della prestazione, o più probabilmente un comportamento scorretto di Manzuoli con la ragazza, avrebbe scatenato l'ira del gruppo.

Fonte: ANSA
 
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