"Elemosina, preghiera e digiuno devono essere compiuti di fronte a Dio e non di fronte agli uomini per essere veri e produttivi di ricompensa. Un vero e proprio affronto a uno dei caratteri egemoni del nostro tempo, che misura l'esito positivo di una vita in base alla popolarità e al consenso che una persona acquisisce nel contesto sociale, quindi in base alla capacità attrattiva sugli altri".
Lo ha detto il cardinale Giuseppe Betori nell' omelia del mercoledì delle ceneri in cattedrale a Firenze. "Credere - che è l'obiettivo essenziale di un cammino di conversione, come quello che oggi vogliamo iniziare - significa uscire da una vita centrata su se stessi ma anche da una vita che si disperde in una rete di contatti sociali in cui si cerca approvazione e gradimento.
Solo orientandosi totalmente verso Dio - ha aggiunto il cardinale Betori - l'uomo può salvarsi dall'annientamento di sé in un narcisismo senza rimedio. Aprirsi a Dio significa trovare davvero se stessi, perché solo lui è la misura della nostra esistenza, e solo nell'adesione a lui sta il senso di una vita veramente umana".