Botta e risposta in Consiglio regionale per la
mancata modifica alla legge sull'alienazione degli immobili pubblici, a causa dell'assenza del numero legale che ha portato alla chiusura dei lavori d'aula.
Il provvedimento, approvato solo recentemente, è tornato in aula dopo che il Pdl ha fatto ricorso al Consiglio di garanzia su alcuni aspetti della legge, in particolare quella riguardante il patrimonio delle Asl e la vendita dei vecchi ospedali.
Per il capogruppo Pdl Alberto Magnolfi "é esploso il dissenso interno alla maggioranza che non è riuscita a garantire il numero legale. Anche questo passaggio - aggiunge - conferma la validità della nostra battaglia politica e del nostro duro impegno a difesa delle competenze dei Comuni nella decisione sulle destinazioni urbanistiche da assegnare alle strutture sanitarie dismesse".
"Chissà - è il commento del consiglire Pdl Stefano Mugnai - se le assenze nel Pd che hanno determinato la mancanza del numero legale siano tutte frutto di improrogabili impegni".
Il capogruppo Udc Giuseppe Del Carlo sottolinea che "la norma molto discussa, perché limita l'autonomia dei Comuni, oltre che dall'opposizione è stata contestata anche da alcuni consiglieri del Pd che non hanno partecipato alla votazione.
Noi dell'Udc - aggiunge - avevamo proposto una mediazione che salvaguardava il potere di proposta dei sindaci sulla destinazione d'uso degli edifici, ma è stata respinta accentrando così tutto il potere decisionale sul presidente della Giunta regionale con l'esercizio dei poteri sostitutivi".
Pronta la replica dei capigruppo di maggioranza Vittorio Bugli (Pd), Marta Gazzarri (Idv) e Monica Sgherri (Fds-Verdi), insieme al socialista Pieraldo Ciucchi del Gruppo misto che in una nota congiunta parlano di "inventate divisioni della maggioranza".
"Si gioca al filibustering - commentano - su una legge che è tornata in Consiglio per corrispondere alle eccezioni fatte dal Collegio di garanzia statutaria grazie a un ricorso presentato proprio dal Pdl.
Succede quindi che si fanno giochetti inspiegabili, approfittando di alcune assenze, che nulla hanno a che vedere con il merito del provvedimento in votazione, né tantomeno con inventate divisioni nella maggioranza".
Il risultato, aggiungono, "é mettere in difficoltà gli enti pubblici toscani che devono valorizzare i loro immobili e che vedono così un ulteriore ritardo. Questo ci pare anche paradossale, visto che la legge di cui parliamo è l'applicazione del decreto Monti sullo snellimento e la velocizzazione delle procedure urbanistiche".