Ci sono anche il possesso di ville e cavalli, nonché, più in generale, la condotta di un tenore di vita sproporzionato rispetto alle entrate economiche di dipendenti pubblici, tra le circostanze che formano
il quadro indiziario su cui verte l'inchiesta per corruzione aperta a Montespertoli dalla procura della Repubblica di Firenze per presunti illeciti nel rilascio di concessioni edilizie.
E' quanto emerge dall'inchiesta - coordinata dai sostituti procuratori Leopoldo De Gregorio e Giuseppina Mione - due giorni dopo le perquisizioni effettuate dai carabinieri nell'ufficio tecnico di quel Comune, e negli studi professionali e nelle abitazioni di alcuni dei sei indagati.
Secondo gli inquirenti, la realtà di Montespertoli è rappresentativa di un contesto 'deteriorato' e al vaglio delle indagini, ancora in fase iniziale, ci sarebbe proprio una certa agiatezza economica raggiunta da alcuni degli indagati, ma non del tutto giustificabile rispetto alle professioni svolte. Nell'inchiesta, sei persone sono state iscritte nel registro degli indagati per i reati di associazione a delinquere, falso, corruzione e concussione: sono il dirigente dell'ufficio tecnico comunale, un dipendente dello stesso ufficio, tre liberi professionisti (un ingegnere, un geometra e un architetto) e un impiegato del catasto.
Altre circostanze sotto indagine riguardano le difficoltà lamentate da alcuni cittadini nell'ottenimento di concessioni edilizie da parte del Comune diversamente da pochi altri che, seguendo l'ipotesi di corruzione, avrebbero ottenuto una specie di via preferenziale pagando denaro per velocizzare l'approvazione di pratiche edilizie.
Le indagini stanno anche prendendo in esame il piano strutturale del Comune di Montespertoli, che è bloccato dal 2007 ma che di fatto sarebbe stato anticipato da alcune varianti urbanistiche al vecchio piano: un metodo che potrebbe aver agevolato, sembra, alcuni soggetti in particolare in assenza dell'approvazione del nuovo piano.
Inoltre, tra le prime risultanze delle perquisizioni che hanno destato interesse da parte dei pm c'e anche - si tratta di un caso - la totale assenza delle ricevute di bollette pagate per utenze come luce gas o telefono, che di solito vengono conservate per anni.
E' come se in tutta fretta - si ipotizza in ambito investigativo - uno degli indagati avesse fatto sparire l'intero archivio personale. Infine, i carabinieri hanno consegnato ai pm anche i commenti di cittadini comparsi su alcuni blog in Internet in merito all'inchiesta.