Empoli
Caso Cerrini-Marconcini, cala il gelo tra il PD e i Comunisti Italiani. Dura replica di Barnini e Piccini a Frosini e Gaccione
Per il Partito Democratico "grave che il segretario regionale de PDCI punti a un cammino elettorale tornando ai fatti del 2004"
27/02/2009 - 17:35
Brenda Barnini, segretario Pd Empoli, e Sandro Piccini, capogruppo Pd in Consiglio comunale a Empoli
replicano a Nino Frosini, segretario regionale Pdci e Paolo Gaccione, segretario Pdci Empolese Valdelsa riguardo
la querela per ingiurie di Gianni Cerrini, presidente del Consiglio comunale di Empoli, ai consiglieri appartenenti ai gruppi 'Comunisti Italiani' e 'Cittadini per Marconcini'.
«In merito alle dichiarazioni rilasciate dal Segretario Regionale del Pdci Nino Frosini e da Paolo Gaccione, crediamo sia necessario da parte nostra come Partito Democratico e Gruppo consigliare del Pd distinguere la comprovata realtà dei fatti, dalle illazioni politiche e strumentali. Per prima cosa: i cittadini empolesi ben sanno che i lavori del Consiglio Comunale in questi cinque anni, hanno sempre avuto come oggetto di discussione e decisione gli interessi pubblici di tutta la città. Come già richiamato nell’intervento del 12/12 scorso (in seguito all’episodio in cui si verificò la gravissima offesa personale al Presidente del Consiglio), il gruppo del PD ha lavorato all’insegna della massima correttezza nei rapporti tra maggioranza e opposizione. Consapevoli che il livello della dialettica politica di questa legislatura ha dei tratti di unicità nella storia amministrativa del nostro Comune, pensiamo di aver interpretato il mandato ricevuto dal libero voto dei cittadini, con senso di responsabilità e di profondo rispetto delle persone, delle loro idee e delle istituzioni.
Nella vicenda specifica, che riguarda il comportamento scorretto nei confronti, non tanto di una persona, che pure è fallibile nelle sue decisioni, bensì nei confronti di una figura istituzionale e di garanzia del corretto svolgimento dei lavori del Consiglio, serpeggia aldilà del merito una volontà di screditare il ruolo fondamentale del Consiglio Comunale. Dispiace che a rilasciare le dichiarazioni di oggi, non sia stato soltanto il Segretario Gaccione, ma una figura di esperienza politica come il Segretario Regionale del Pdci Frosini, che evidentemente ha molto a cuore le sorti della dialettica politica empolese e forse intende ripartire esattamente dal 2004. Dispiace, perché, a fronte di dichiarate volontà di confronto politico in vista del prossimo appuntamento elettorale, si assiste invece ad un tentativo di tutela del livello regionale che rischia di pregiudicare un sereno confronto a livello locale sulle idee, confronto che per il Pd deve avvenire esclusivamente sui programmi.
Il Pd intende affrontare con grande serenità il confronto con le forze politiche che siedono in Consiglio Comunale, avendo chiaro che stiamo parlando del futuro dei nostri concittadini e che probabilmente chi per 5 anni ha fatto opposizione all’operato di questa maggioranza sostenuta da un’ampia coalizione, avrà non poche difficoltà a farlo con spirito costruttivo. Nascondersi dietro ad un attacco verso le Istituzioni, forse cela la scarsa volontà politica di dare seguito agli annunci ed assomiglia alla ricerca di un pretesto per non aprire un confronto vero.
Confrontarsi significa prima di tutto tenere di conto dei mutamenti del quadro politico: i DS non solo non esistono più, ma hanno impiegato virtuosamente l’ultimo anno nella costruzione di un nuovo soggetto politico, nato non solo dall’unione di due partiti, ma dal coinvolgimento di tanta società empolese. Il Pd è una realtà di cui anche gli altri partiti dovranno tenere di conto. La campagna elettorale del Pd si svilupperà a partire dalle cose fatte in questi cinque anni e con la sincera e ferma convinzione di poter fare ancora meglio. Il Pd di Empoli non pensa di avere nemici in politica ma avversari, che meritano rispetto ed auspica di potersi confrontare, con chi ne avrà la capacità, sulle idee e sulla volontà di dare ad Empoli il Governo che merita e che i cittadini in piena libertà hanno scelto nel passato e se vorranno potranno continuare a scegliere in futuro».