In periodo di turbolenze all’interno del centrosinistra nell’Empolese-Valdelsa, a Montelupo Fiorentino le acque appaiono meno agitate che ad esempio nella vicina Empoli.
È del 1995 l’accordo che alleò a suo tempo Rifondazione Comunista e il PDS. Da allora, il legame fra i due soggetti è rimasto saldo nonostante le varie trasformazioni e, ancora oggi, PRC e Partito Democratico correranno ancora una volta insieme alle elezioni amministrative a sostegno del sindaco uscente Rossana Mori. L’accordo sul programma arriva dopo la conferenza programmatica del Partito Democratico che si è tenuta martedì 7 aprile.
Resta però da sciogliere il nodo delle alleanze con altri partiti all’interno della lista civica di centrosinistra: essendo un comune sotto 15mila abitanti, infatti, per Montelupo si adotta il sistema proporzionale e dunque ci dovrà essere un solo logo a sostegno di un candidato sindaco.
“Al momento non ci sono accordi con Partito Socialista e Italia dei Valori – spiega Dino Cei, segretario comunale del PD – mentre i Comunisti Italiani, oggi all’opposizione, hanno manifestato un forte interessamento al programma. Nel caso il PDCI decidesse di entrare, avverrà con l’intercessione del PRC. Ma per avere un quadro completo dobbiamo attendere la prossima settimana”.
Quel che cambia per il Partito Democratico è il ruolo che questo deve avere all’interno della coalizione. “Il nostro simbolo è cresciuto molto sul territorio – prosegue Cei – ed è per questo che dovrà avere un maggiore peso politico. Il candidato sindaco sceglierà i futuri assessori prima delle elezioni e questi nominativi non saranno presenti nella lista dei candidati consiglieri. Vogliamo dividere il ruolo della giunta da quello del consiglio in maniera netta: ci deve essere chi amministra e chi fa politica. In un Comune come il nostro si possono nominare fino a sette assessori e a oggi ce ne sono sei. I numeri potrebbero mantenersi e uno di loro, in caso di nostra vittoria, sarà scelto tra i componenti Rifondazione Comunista. In lista rispettiamo la scelta del partito di proporre il 50% dei candidati di genere femminile”.
“Con questo – prosegue poi Rossana Mori – non vogliamo assolutamente fare una parcellizzazione della giunta. Non ci sono imposizioni da parte dei partiti sul chi nominare assessore, ma diciamo che anche chi è stato scelto fino a oggi in Rifondazione è perché aveva le capacità e le competenze per stare in giunta, oltre che la fiducia del sindaco. Punteremo su alcune riconferme, ma anche sulle novità”.
Passiamo al programma. “Ricopre una grande fetta di interessi per la popolazione e per questo è facile che si a condiviso da più soggetti politici – spiega ancora la Mori – inserendo al suo interno le gradi e le piccole questioni. Sul piano generale abbiamo pensato alla gestione delle società partecipate, alla viabilità, all’ambiente, alla semplificazione amministrativa e a un nuovo regolamento edilizio sostenibile, con l’intenzione di restituire ai cittadini sotto forma di beni e servizi quello che versano al pubblico sotto forma di tasse. Nel particolare, abbiamo intenzione di riqualificare la zona sportiva di Fibbiana attraverso un project financing, realizzare la passerella sulla Pesa per unire le zone sportive de Le Graziani e di via Marconi, riqualificare le frazioni creando in particolar modo attraversamenti pedonali a Samminiatello e realizzare un polo scolastico per le scuole materne ed elementari accanto al parco dell’Ambrogiana, sfruttando le tecniche della bioarchitettura”.
Il candidato sindaco prosegue con altri punti del programma: “Monitoreremo le operazioni della Provincia per realizzare il ponte tra Fibbiana e Capraia Fiorentina – conclude Rossana Mori – e abbiamo intenzione di mettere un sistema di videosorveglianza nei tre punti di accesso al centro storico, al parco dell’Ambrogiana, al parcheggio dei Pozzi e in un’altra area sempre vicina al cuore del paese dove sono avvenuti degli episodi di microcriminalità. Le polizie municipali della zona dovranno trovare un accordo per una maggiore collaborazione. Inoltre, non dimentichiamoci dei servizi cimiteriali, che dovranno essere riorganizzati e prevediamo un possibile allargamento di queste aree. Per fare queste cose, però, servono degli elementi e degli investimenti che stiano al di fuori dei paletti imposti dal patto di stabilità. Del programma precedente ci portiamo dietro solo la riorganizzazione dei servizi culturali, che si sbloccherà solo quando la Regione si pronuncerà sul finanziamento o meno di alcuni progetti, comunque già presentati”.