Giancarlo Faenzi non chiude le porte ai comunisti e li invita a fare retromarcia sul programma. Sfumato con PRC e PDCI l’accordo sui punti cardini della futura azione politica nell’Empolese-Valdelsa, il segretario territoriale del PD non crede però che la partita sia definitivamente chiusa.
“Quando c’è un ‘no’ definitivo lo si comunica verbalmente – esordisce l’ex sindaco di Vinci – quando invece Rifondazione e Comunisti Italiani non si sono presentati all’incontro di giovedì sera (9 aprile, ndr) nella nostra sede empolese di via Mario Fabiani tra i partiti del centrosinistra. Per questo, non avendo avuto ancora un ‘faccia a faccia’ chiarificatore, non considero la loro una decisione definitiva”.
Faenzi ha fatto sapere che nelle prossime ore sul sito web del PD Empolese-Valdelsa saranno pubblicati i punti fondamentali del programma elettorale che farà da indirizzo a quelli degli undici comuni dell’area. “È la prima volta che il Partito Democratico scrive un programma proprio – prosegue il segretario – e che si basa sugli aspetti fondamentali che caratterizzano il partito. L’obiettivo è quello di avere una maggioranza snella, dove non ci siano discordie che possano portare, ad esempio, ad approvare delle delibere dopo mesi e mesi di lavoro e di controversie. Su questo aspetto c’è stata unità di intenti da parte di tutti i partiti che si sono seduti al tavolo della trattativa con noi fin dallo scorso settembre ed è per questo che insisto nel ritenere recuperabile la frattura. Altrimenti pazienza, ognuno prenderà la sua strada”.
Il programma pubblicato su internet potrebbe assumere i connotati di un ‘prendere o lasciare’ da parte di Rifondazione e Comunisti Italiani. Su questo, però, Giancarlo Faenzi precisa: “Quel programma può comunque essere limato, ma certamente non stravolto. In caso di accordo, non sarà riscritta quella carta, che rimarrà pressoché strutturata in quel modo, ma potrà subire lievi modifiche”.
A oggi, a livello di Empolese-Valdelsa, il programma comune vede tra i firmatari, oltre al PD, anche Partito Socialista, Italia dei Valori e Federazione dei Verdi. La Sinistra, come conferma lo stesso Faenzi, ha chiesto alcune modifiche al programma e un po’ di tempo di riflessione sul da farsi.
All’interno di questo quadro c’è una parola tabù: quella delle ‘nomine’. “Il PD di Veltroni, come quello di Franceschini, conferma la propria vocazione maggioritaria – spiega il numero uno del partito per il Circondario – e le sue alleanze si decidono sui programmi e su quello che pensa la gente e non sulle logiche dei partiti. Nei nostri incontri intendo precisare che abbiamo sempre parlato dei temi da proporre e mai di nomi e liste. Abbiamo discusso un documento condivisibile e credo che con le caratteristiche attuali sia davvero possibile renderlo unico per tutti. Se ciò accadesse, sarebbe un fatto straordinario perché un chiaro progetto riformista andrebbe ad incontrare la ‘sinistra storica’ e l’IDV su una serie di 9 punti. E ciò sarebbe una prima assoluta per le nostre zone”.
E per quanto riguarda i nomi? “In ogni comune sarà presa una scelta propria – risponde Faenzi – il sindaco sceglierà la giunta e i vari territori avranno la loro lista e le alleanze a seconda dei rapporti che ci sono tra le singole sigle. Per questo, ripeto, non ha senso parlare di nomine a livello di tavolo circondariale, ma degli obiettivi che l’area si vuole dare per i prossimi 5 anni”.
È per questo che il segretario del PD approva quello che sta accadendo in vari comuni dove, partendo dall’esperienza che va concludendosi, si stanno verificando delle alleanze che, a livello di discussione intercomunale, non ci sono al momento. Si tratta, per esempio, di quella di tutto il centrosinistra a Fucecchio, degli accordi tra Rifondazione e PD a Montelupo, tra la componente ‘Uniti a Sinistra’ e Partito Democratico a Montespertoli, e di quello che vede i Comunisti Italiani a sostegno della candidatura di Giovanni Occhipinti a Castelfiorentino.
Infine, Faenzi per essere chiaro precisa la propria posizione riguardo a due punti al centro della querelle tra PD e comunisti. “A noi interessa chiudere il ciclo dei rifiuti – conclude il segretario della federazione di via Fabiani – e al momento non abbiamo pregiudiziali ideologiche sul termovalorizzatore, nella logica per cui il nuovo ATO di Firenze, Prato e Pistoia prevede al momento la presenza di quattro impianti nelle tre province. Per quanto riguarda la nostra idea di una società partecipata che si faccia carico in forma associata dei vari servizi esternalizzati dai Comuni e di altri di competenza diretta, reputo che sia un’idea che farà risparmiare soldi alla pubblica amministrazione e che permetterà di affidare a questo nuovo soggetto degli incarichi senza passare dai bandi per le cooperative, pur lasciando ai vari municipi la possibilità di scegliere. È chiaro però che con la presenza di un soggetto controllato al 100% dai Comuni sarà più vantaggioso lasciare a questo i servizi piuttosto che appoggiarsi ad esterni per avere, ad esempio, scuolabus e manutenzione dei giardini”.