
Quattordici detenuti albanesi avevano messo in piedi un piano per attuare una evasione di massa dall’istituto penitenziario che prevedeva anche il sequestro del personale di custodia. E' quanto afferma in una nota il sindacato di polizia penitenziaria Uil Pa. Il piano sarebbe stato sventato dagli agenti di custodia la notte scorsa. I 14 detenuti albanesi ristretti alla sezione giudiziaria avevano in mente di evadere di notte. "Uno di loro - ha riferito il segretario provinciale di Firenze del sindacato Uil Pa polizia penitenziaria, Eleuterio Grieco - avrebbe finto un malore per farsi aprire".
Poi il gruppo di fuggitivi avrebbe sequestrato il personale in servizio, indossato le divise sottratte agli agenti e guadagnato la libertà.
"Nonostante tutto e tutti ancora una volta la nostra grande esperienza e professionalità ha impedito il compiersi di un disegno criminoso che avrebbe avuto dell'eclatante - ha commentato il sindacato - Fortunatamente la soglia dell'attenzione è alta e il personale di polizia penitenziaria ha agito tempestivamente. Ora i 14 detenuti sono già stati trasferiti in altre prigioni e di questa tempestività diamo atto all'amministrazione. Restano però tutte le gravi deficienze dovute alla penuria dell'organico".
Il gruppo di albanesi che aveva intenzione di fuggire in massa dal carcere fiorentino di Sollicciano stava meditando da tempo un piano per evadere, ma la polizia penitenziaria sarebbe riuscita ad individuare questa volontà grazie ad una serie di indagini interne alla struttura. Le indagini hanno permesso di impedire l'attuazione del progetto di fuga risalendo ai responsabili del progetto.
Intanto, sempre secondo il sindacato Uil Pa di polizia penitenziaria, la detenuta morta lo scorso pomeriggio nel carcere di Sollicciano, all'apparenza per un caso di soffocamento da cibo, potrebbe, invece, essere la vittima di un omicidio. "La morte della detenuta - ha affermato Eleuterio Grieco - presenta ancora aspetti oscuri rispetto ai quali le indagini tenteranno di fare piena luce. L'autopsia certamente contribuirà in modo determinante ma una delle ipotesi è che la mozzarella che ha soffocato la detenuta sia stata violentemente collocata nella gola dall'altra psicolabile ristretta nella stessa cella".
"Anche quello della sanità penitenziaria - ha fatto osservare Grieco - è una criticità che abbiamo posto, inascoltati, da tempo".
Infine, sempre nel panorama penitenziario fiorentino, si viene a sapere che uno slavo di 20 anni, detenuto nell'istituto minorile, è evaso intorno alle 18.30 di ieri dopo aver scavalcato il muro di cinta della struttura. Secondo quanto emerge, il giovane doveva finire di scontare una condanna al cui termine mancavano alcune settimane; da poco era stato riportato nell'istituto, che si trova nel centro di Firenze vicino alla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella, poiché era evaso dagli arresti domiciliari.