
Un nuovo processo per produrre spumante che associa la qualità del cosiddetto metodo tradizionale o champenoise (dove la rifermentazione che dà vita alle bollicine avviene in bottiglia) alla praticità di quello charmat (in cui la rifermentazione è fatta in grandi contenitori d'acciaio).
E' quello ideato dall'azienda Calvazani inox di Calenzano insieme all'enologo Fabrizio Zardini, specializzato nella produzione di 'bollicine'.
Il nuovo metodo, che sarà chiamato 'Spark' o 'Toscano', si basa sull'impiego di una piccola 'botte', ribattezzata 'champagnotta', realizzata in acciaio inox della capienza 35-50 litri.
Il fusto in acciaio è dotato di una valvola che consente le cosiddette operazioni di sboccatura e l'immissione del 'liqueur d'expedition', tipiche invece del metodo classico.
Questa metodologia, hanno spiegato l'enologo Zardini e il titolare dell'azienda Osvaldo Calvazani "rappresenta un'innovazione che permette anche un risparmio di costi e attrezzature per le aziende che vogliano approcciarsi alla spumantizzazione. La nostra idea è poi quella di noleggiare il nostro prodotto alle aziende in modo che queste possano avvicinarsi alla produzione di spumanti. Non charmat, non classico ma metodo 'Toscano'".
Calvazani ha anche spiegato che "pensiamo di chiamare il nostro metodo 'Toscano', come la terra in cui è nato. Tutto è infatti nato in risposta a un bando della Regione Toscana dedicato alla salvaguardia delle uve a bacca bianca".
Il nuovo metodo sarà presentato ufficialmente il 25 giugno nell'azienda Poggio Capponi di Montespertoli, la prima cantina ad aver sperimentato l'innovativo procedimento che ha dato vita a uno spumante tutto toscano a base di Vermentino.