
Gli accertamenti sull'ipotesi del cedimento strutturale del carro sono in corso, "ma il quadro è complesso e le indagini saranno approfondite anche su tutte le altre ipotesi possibili". Lo spiegano gli investigatori, in merito all'inchiesta sulla strage avvenuta due notti fa alla stazione di Viareggio, dove un convoglio che trasportava gpl è deragliato, esplodendo. L'inchiesta è condotta da polizia e vigili del fuoco, coordinati dal procuratore di Lucca, Aldo Cicala, insieme al sostituto Giuseppe Amodeo.
I magistrati, stamani sono stati a lungo a colloquio nelle stanze della procura con periti e polizia.
Intanto, i vigili del fuoco sono ancora impegnati nello svuotamento delle cisterne. Quando saranno rimosse, spiegano, sarà possibile avere indicazioni più dettagliate sulle cause del deragliamento e su cosa abbia provocato l'apertura da cui è fuoriuscito il gas: anche il censimento dei danni, aggiungono, sarà utile alla ricostruzione di quanto avvenuto. Intanto, la polizia scientifica ha documentato con video lo stato del convoglio. Sul posto, anche un funzionario chimico e un biologo.
Intanto l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti intervistato da SkyTg24 torna a parlare dell’asse che cedendo ha determinato l’incidente: "C'é stato un chiaro fenomeno: si è spaccato un asse, ma non si è spaccato lì, ha avuto una storia di fessurazioni progressive che in non so quanto tempo ha portato ad avere una superficie resistente di lavoro in quel momento che è un terzo dell'intera superficie della sezione dell'asse".
Per quanto riguarda le vittime è in corso il trasferimento delle salme delle vittime dell'esplosione alla stazione di Viareggio che ieri erano state portate provvisoriamente dall'ospedale della Versilia a Lucca e a Pisa. I carri funebri le stanno riportando a Viareggio.
Nel piazzale vicino all'obitorio dell'ospedale della Versilia é stato allestito un container frigorifero dove vengono messi i cadaveri (5 da Pisa, 4 da Lucca, e il bambino morto all'ospedale Meyer di Firenze). Secondo quanto si apprende, invece, non è stato disposto il trasferimento della piccola Iman Ayad, la bimba marocchina di 4 anni spirata stamani al Bambin Gesù di Roma.
Per salvarla era morto ieri il fratello più grande, 17 anni, Hamza. Un sacrificio purtroppo risultato inutile. La bimba, di origini marocchine, era stata estratta ancora viva dalle macerie della casa di via Ponchielli ma aveva ustioni nel 90% del corpo ed era stata trasferita in elicottero a Roma. Nonostante i tentativi dei sanitari il suo cuore ha cessato di battere la notte scorsa. Hamza era riuscito ad uscire dalle macerie dopo l'esplosione del gas del vagone cisterna deragliato alla stazione di Viareggio. Subito, però, era rientrato in casa a cercare la sorellina. Qui era stato sopraffatto dal gas e dal fumo ed era svenuto prima di essere raggiunto dalle fiamme. Anche Hamza, come la piccola Iman, era arrivato vivo al pronto soccorso, ma è morto poco dopo. Il suo cadavere è stato riconosciuto alcune ore più tardi dalla sorella maggiore, Ibtizen, 20 anni, anche lei ricoverata al Versilia ma le cui condizioni non sono gravi.
Infine sono cominciate le analisi del Dna per l' identificazione di tutte le vittime.
Vi proponiamo il video integrale realizzato dall'elicottero della Polizia di Stato che sorvola l'area della stazione di Viareggio (le immagini partiranno dopo circa 30 secondi di attesa)