
«La Regione Toscana è all'avanguardia per quanto riguarda la gestione del patrimonio faunistico del territorio. Lunedì la giunta approverà la nuova legge sulla caccia frutto di un intenso lavoro di concertazione con le associazioni ambientaliste, le associazioni venatorie, con le organizzazioni professionali agricole e con le amministrazioni provinciali. L'attuale legge, oggi superata a causa del cambiamento del contesto naturalistico, ha consentito comunque agli ambiti territoriali di caccia della nostra regione di posizionarsi sempre ai primi posti delle graduatorie di qualità stilate dalle associazioni ambientaliste. Nonostante questo abbiamo deciso di modernizzarla e renderla più rispettosa dei cambiamenti avvenuti negli ultimi anni: dall'aumento dei cinghiali, vero e proprio flagello per l'agricoltura, all'escalatio n degli incidenti stradali causati dagli ungulati, anch'essi aumentati di numero. La Regione, inoltre, non ha aumentato gli stanziamenti per i cacciatori. Le uniche risorse destinate al settore sono quelle derivate, come previsto dalla legge nazionale, dalla tassa di concessione regionale, e vengono dirette anche a favore dei progetti delle stesse associazioni ambientaliste». Risponde così Claudio Martini, presidente della Regione Toscana, alle polemiche innescate da Guido Scoccianti, responsabile del settore caccia del WWF Toscana intervistato oggi da un quotidiano nazionale.
«E' dal febbraio del 2008 che la Regione Toscana dialoga costruttivamente con le associazioni territoriali. Abbiamo organizzato decine di incontri tecnici e politici, a molti dei quali ho partecipato in prima persona» ha continuato Martini. «Stupisce pertanto l'attacco odierno alla legge regionale in via d'approvazione compiuto dal WWF, prezioso interlocutore in questi mesi di lavoro che hanno portato a redigere un testo moderno rispondente al cambiamento dei tempi», ha concluso il presidente.
'Grazie al WWF, ad esempio, che in Toscana non sarà più possibile cacciare il Combattente (Philomachus pugnax), una specie migratoria che vive nell'Europa e nell'Asia settentrionale, al limite del Circolo polare artico, e che sverna anche in Toscana.