In coincidenza con l'avvio dell'anno scolastico, sono riprese le attività di ‘Milleunavoce’, il progetto che per tutto il 2009 ha interessato il territorio dell'Empolese-Valdelsa in varie forme e con varie attività per gli adolescenti: laboratori nelle scuole secondarie di secondo grado, attività estive, tra le quali un centro estivo residenziale da 40mila euro a cui hanno partecipato per due settimane 27 studenti non italofoni presso il complesso di Coeli Aula, con ragazzi provenienti da Togo, Romania, Cina, Marocco e Georgia.
Le attività previste per l'autunno sono principalmente due: l'allestimento e la messa in funzione di un centro giovani a Empoli e varie attività presso l'Istituto Checchi di Fucecchio.
Il centro giovani Milleunavoce, che si trova nei locali della Polisportiva Coop di Santa Maria a Empoli, resta aperto il lunedì e il mercoledì dalle 15 alle 18 con attività gratuite che spaziano dalla musica al giornalismo, dal teatro alla fotografia rivolti a tutti i ragazzi del Circondario di età compresa tra i 14 e i 19 anni. L'offerta del Centro Giovani comprende anche corsi di cinese e di arabo e corsi di perfezionamento dell'italiano come seconda lingua. La partecipazione a tutti i corsi è completamente gratuita. La programmazione autunnale del centro durerà fino a dicembre 2009; per il 2010 le attività saranno realizzate con fondi comunali e della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato fino a giugno.
Il centro giovani risponde a un'esigenza crescente tra gli adolescenti di avere luoghi di socializzazione e di apprendimento non formale per sviluppare competenze aggiunti ve rispetto a quelle acquisite attraverso i percorsi scolastici. Si rivolge a tutti gli adolescenti, con un'attenzione particolare ai ragazzi di madrelingua non italiana che al centro potranno trovare corsi di lingua italiana avanzati e di lingua per lo studio.
All'Istituto Checchi saranno realizzati laboratori intensivi di italiano come seconda lingua per i ragazzi non italofoni che ne abbiano bisogno per affrontare l'anno scolastico. Saranno realizzati anche laboratori interculturali per tutte le classi prime dell'Istituto, incentrati sull'ascolto attivo, la decostruzione degli stereo tipi e altre tematiche interculturali.
Per informazioni sulle attività: Centro Interculturale Empolese Valdelsa (Chiara, Caterina, Elisa, Marta), via delle Fiascaie, Empoli (Telefono: 057176650; email: e.gori@agenziasviluppo.it; c.dinucci@agenziasviluppo.it).
II progetto Milleunavoce
Milleunavoce è finanziato attraverso il fondo sociale per l'inclusione sociale degli stranieri del Ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali e è coordinato dal Centro Studi Bruno Ciari e dal Centro Interculturale Empolese Valdelsa.
Durante l'anno scolastico 2008/2009, all'interno del progetto Milleunavoce, si sono realizzato varie attività nelle scuole superiori dell'Area: si è trattato di corsi di italiano L2 rivolti agli studenti non italofoni che avessero bisogno di consolidare le competenze linguistiche in italiano o che, appena arrivati in Italia, avessero la necessità di sviluppare competenze linguistiche in breve tempo. I corsi di italiano L2 sono stati realizzati per gli studenti dell'Istituto Enriques di Castelfiorentino, per gli Istituti Virgilio, Fermi, Ferraris-Brunelleschi e Pontormo di Empoli, per l'istituto Checchi di Fucecchio.
Accanto alle attività di sostegno linguistico, che hanno visto coinvolti complessivamente un centinaio di studenti, sono stati realizzati laboratori interculturali (arte dell'ascolto, fotografia intèrculturale) e laboratori di lingua araba e cinese che hanno visto coinvolti in tutto 90 studenti dell'Istituto Enriques. I laboratori interculturali e linguistici nell' anno 2009/2010 coinvolgeranno anche gli altri istituti superiori del Circondario Empolese-Valdelsa.
Accanto alle attività di tipo didattico è stato organizzato un servizio ad hoc di orientamento che ha coinvolto studenti e famiglie, facilitando la comunicazione anche attraverso l'impiego delle mediatrici linguistico culturali, in molti casi figure fondamentali per la buona riuscita di una corretta comunicazione tra scuole e famiglie di studenti non italofoni.
Il progetto intende rafforzare la scelta del percorso scolastico/formativo e fornire strumenti che permettano ai ragazzi di inserirsi in maniera serena nella società di accoglienza intervenendo sui processi di costruzione identitaria tipici dell'adolescenza che, nel caso delle seconde generazioni, spesso comportano l'emergere di stati d'animo contraddittori e di spaesamento. Ci si propone di agire su quella fase di bilico identitario tra i riferimenti della famiglia d'origine e le sollecitazioni della società di accoglienza.
Il progetto punta anche a rispondere ai bisogni specifici degli allievi figli di immigrati, di modo che il successo scolastico non sia loro precluso a causa della non sufficiente conoscenza della lingua italiana, o di altri disturbi di comunicazione o relazionali, indotti da scarsa conoscenza della realtà sociale, dalla scarsa comunicazione, dall' azione di stereotipi svalorizzanti, e altro ancora. Costruire risposte strutturate per giungere gradualmente a garantire a tali allievi pari opportunità negli studi è l'obiettivo trasversale di tutto il progetto, così come lo è garantire la continuità scolastica dei ragazzi stranieri di seconda generazione, per cercare di arginare il problema della dispersione scolastica sempre più segnalato come emergenza all'interno delle scuole di ogni grado.
“Siamo partiti dall’esperienza di Coeli Aula – spiega Elisa Gori del Centro Interculturale Empolese-Valdelsa, ascoltabile nell’intervista sottostante – per avviare queste iniziative su Empoli che saranno legate anche alla manualità. Siamo in fase di riempimento dei posti disponibili ai corsi, per i quali prevediamo circa una ventina di iscritti ciascuno”. L’obiettivo di chi seguirà il progetto vede anche l’integrazione tra attività differenti e la possibilità, attraverso l’insegnamento del cinese e dell’arabo, di avvicinare i bambini italiani alla realtà dei compagni stranieri che, come spiega Elisa Gori, “vivono contraddizioni maggiori legate a un contesto diverso rispetto alle tradizioni dei genitori”.