
Il giovane corridore Eugenio Bani, di San Lorenzo alle Corti, nel Comune di Cascina, sarà ascoltato il prossimo venerdì dalla procura antidoping del Coni che ha riaperto il caso dell'atleta trovato positivo e squalificato. Il giovane aveva accusato la sua ex squadra, l'Ambra Cavallini Vangi, di averlo dopato a sua insaputa. Bani, che compirà 19 anni fra 4 giorni, ed è stato ingaggiato dalla "Amore & Vita", è stato querelato dai dirigenti della sua ex scuola.
Il vice presidente del suo ex club, Cristiano Vinciani, si è detto "sorpreso delle dichiarazioni del ciclista e di suo padre", ma anche "tranquillo e sereno, come già spiegato alla procura del Coni, che non ha preso alcun provvedimento disciplinare nei confronti del team empolese". Bani, però, continua con le sue accuse. "Le iniezioni mi sono state fatte all'Ambra Cavallini Vangi - ha detto il ciclista - e su questo non ci sono dubbi. Se il Coni non ha preso provvedimenti non è detto che possa prenderli dopo la riapertura del mio caso".