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Montelupo Fiorentino

L'Ospedale psichiatrico giudiziario diventerà un carcere ordinario

Un'intesa tra Regione, Ministero e amministrazione penitenziaria prevede che gli internati toscani siano spostati a Solliccianino
27/01/2010 - 14:51

Creare a Firenze una struttura a custodia attenuata per le detenute madri con figli fino a 3 anni; ospitare nella casa circondariale Mario Gozzini ('Solliccianino') gli internati toscani dell'Opg di Montelupo Fiorentino, che diventerà un carcere ordinario; istituire il 'polo' universitario penitenziario della Toscana per fare accedere i detenuti agli studi accademici; avviare nuovi servizi diagnostici per le carceri.

 

E' quanto prevede l'intesa siglata oggi tra Regione Toscana, ministero della Giustizia e articolazioni regionali dell'amministrazione penitenziaria.

 Presenti, tra gli altri, il capo Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, Franco Ionta, e il presidente della Regione, Claudio Martini.

Dall'accordo derivano altri protocolli sull’ ‘universo’ carcerario toscano.

L'intesa prevede che la struttura per detenute donne con bambino abbia sede in uno stabile di via Fanfani, di proprietà della Madonnina del Grappa (il progetto formativo è affidato all'Istituto degli Innocenti).

Inoltre, i detenuti che vorranno (anche stranieri o senza permesso di soggiorno), saranno ospitati nelle case circondariali di Prato, Pisa e San Gimignano, attrezzate per gli studi universitari grazie a collegamenti con gli atenei di Firenze, Pisa e Siena. Il protocollo sulla sanità, infine, prevede tra l'altro l'allestimento di un camper con servizio diagnostico polispecialistico (Tac, ecografia e Rx).

Il protocollo firmato oggi aggiorna i contenuti del precedente accordo che risaliva al 1990: ha l'obiettivo di "ridefinire le modalità di collaborazione istituzionale" in una serie di ambiti, fra cui, edilizia penitenziaria, salute in carcere, attività a favore dei detenuti (culturali, religiose, sportive), progetti per particolari categorie di detenuti (ad esempio, minorenni, madri con figli piccoli, pazienti psichiatrici, transessuali) e benessere del personale carcerario. I protocolli sono stati siglati, tra gli altri, anche dal capo Dipartimento per la giustizia minorile Bruno Brattoli e dall'assessore toscano alle politiche sociali Gianni Salvadori.

Alcune delle risorse a disposizione per vari progetti in Toscana, è stato spiegato, vengono anticipate dalla stessa Regione (3,5 milioni per le attività sanitarie e altre risorse dai vari settori coinvolti). Il protocollo impegna i firmatari a reperire le risorse necessarie alla realizzazione dei progetti, attingendo alla Cassa delle ammende del ministero della Giustizia, dove sono presenti risorse per circa 160 milioni. Con il protocollo in tema di sanità la Regione si impegna anche ad attivare tre poli di ricovero ospedalieri in cui allestire reparti penitenziari, mentre ogni Azienda sanitaria adotterà una specifica 'Carta dei servizi'. "La nuova struttura per le donne detenute - ha spiegato Ionta - prevede la possibilità di ospitare 12-13 persone. In Italia abbiamo circa 70 persone in queste condizioni. Gli enti locali - ha aggiunto - possono svolgere una funzione fondamentale, soprattutto per far capire che il mondo penitenziario non è un mondo separato; spesso la società tende a dimenticare il problema".

Per Martini la firma dei protocolli rappresenta un "passo in avanti positivo. Certo non si risolvono i problemi che sono presenti in tutto il Paese, anche in forma acuta; intanto però consolidiamo un sistema di collaborazione tra Regione, ministero e sistema carcerario, e fissiamo passi in avanti qualitativi. Molte carceri toscane sono sovraffollate: qui il Governo dirà quali investimenti fare per nuove carceri o su nuovi sistemi di reclusione. Noi diciamo che questo dovrà essere reso compatibile con l'ambiente e con la società toscana; sicuramente - ha concluso il presidente della Toscana - non investire le isole che per noi sono patrimonio turistico e di sviluppo ambientale".

Fonte: ANSA
 
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