È stato firmato questa mattina, venerdì 29 gennaio al Circondario Empolese-Valdelsa un accordo tra l'ente che raccoglie gli undici comuni dell’area e le associazioni del commercio sulle modalità delle aperture dei negozi nei festivi. Dal 2010 e fino alla durata delle attuali legislature municipali saranno undici nel corso di tutto l'anno oltre alle festività di dicembre, aumentando di fatto di un giorno il calendario. L'accordo, che verrà perfezionato in ogni singolo comune, prevede soprattutto la non sovrapponibilità delle aperture tra territori municipali limitrofi e la presenza di eventi collaterali alle aperture dei negozi come attrattiva maggiore per famiglie e consumatori.
Questa l’estrema sintesi del protocollo d’intesa siglato nelle sale di piazza della Vittoria a Empoli. Al tavolo degli invitati assieme a Giovanni Occhipinti, sindaco delegato al Commercio per l’Empolese-Valdelsa, altri assessori dei comuni del Circondario, Sauro Corsinovi e Andrea Bertini della Confesercenti, Luca Biagiotti della Confcommercio, Laura Berti e Giovanni Di Nitto della Lega Cooperative, Sergio Luschi della Cgil e altri rappresentanti del mondo del commercio. Nell’occasione sono state smentite le voci per cui centro commerciale integrato e i CCN, che raccolgono i negozi delle zone storiche cittadine, potessero avere domeniche di apertura separate. Non sarà così, anche perché i regolamenti non lo prevedono.
Negozi aperti dunque per undici festività oltre a quelle del mese di dicembre. Fino a oggi erano nove, su cui aggiungere il giorno del patrono e i non feriali di fine anno. Sarà ogni singolo comune poi a decidere: la partita per Empoli, ad esempio, si giova giovedì 4 febbraio con un incontro ad hoc a cui sarà presente il vicesindaco Carlo Pasquinucci.
“Ogni mese di dicembre il patto sarà verificato – spiega Giovanni Occhipinti – e l’intesa è fatta per essere malleabile alle esigenze che si verificheranno. Il commercio al dettaglio può fare ora il salto di qualità: le iniziative in parallelo con le aperture renderanno i centri storici più appetibili, come lo sono ad esempio i grani outlet e poli commerciali regionali. L’accordo pone l’accento sul non organizzare festività di apertura tra territori limitrofi e sul fatto che poli integrati come quello di via Sanzio e i centri commerciali naturali faranno politiche comuni”.
Per Bertini (Confesercenti) “l’accordo rende il territorio e le sue ricchezze più veicolabile all’esterno, rileggendo la realtà in cui viviamo attualmente”. Biagiotti (Confcommercio) apprezza “la programmazione a 360° che mette il commercio in una posizione centrale”, mentre De Nitto (Legacoop) ricorda come “la grande distribuzione non voglia distruggere i centri commerciali, ma anzi creare insieme attrattive e un tessuto per la comunità”. L’accordo ha l’apprezzamento anche di Sergio Luschi della Cgil perché “le aperture nei festivi concordate comunque sono sostenibili da parte dei lavoratori”.
Qui sotto l’intervista a Giovanni Occhipinti.