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Pistoia

La morte di Ballerini, donati i tessuti. Il cordoglio di amici e mondo sportivo

Intorno alla famiglia l'affetto dei vecchi amici del pedale, da Bettini a Tafi, dall'ex ct Martini a Scinto. Lascia la moglie e due figli
07/02/2010 - 17:29

 

La famiglia di Franco Ballerini, morto questa mattina sulle strade di Larciano durante il rally Ronde, ha autorizzato l'espianto degli organi.

Secondo quanto appreso da fonti sanitarie, è stato possibile effettuare il prelievo dei tessuti (cute e cornee) ma, per ragioni cliniche, non degli altri organi.

 

Intanto una mesta processione alla spicciolata da stamani ha radunato a Pistoia la grande famiglia del ciclismo.

Quando la notizia della morte di Ballerini si è diffusa, si sono precipitati a Pistoia, tra gli altri, Paolo Bettini, Mario Cipollini, Alfredo Martini. E ancora col passare delle ore sono arrivati il presidente della Fci Renato Di Rocco, e anche quello della Fci toscana Riccardo Nencini, tutti insieme scossi da una morte che nessuno avrebbe saputo immaginare.

Il mondo del ciclismo si è stretto così intorno ai familiari di Ballerini e agli amici che in questo momento si sono radunati davanti all'obitorio in un silenzio rispettoso della figura del ct della nazionale ma soprattutto dei ricordi che ciascuno di loro è in grado di rievocare a poche ore dalla morte del loro amico. Ci sono ex ciclisti dilettanti che con Ballerini correvano in Toscana negli anni '80, e' voluto essere presente anche 'Cuore matto' Franco Bitossi e altri campioni come Luca Scinto e Andrea Tafi che con Ballerini corsero nella stessa squadra da professionisti.

Dalla festa al pianto. Cantagrillo, il paese nel comune di Serravalle Pistoiese in cui abitava Franco Ballerini ha fermato le sfilate del Carnevale di CasalGrillo in programma questo pomeriggio. La denominazione della manifestazione deriva dall'unione di Casalguidi e Cantagrillo, due paesi distanti fra loro poche centinaia di metri unitisi per allestire le sfilate, rinviate a domenica prossima in segno di lutto.

"Franco era il simbolo del nostro paese - dice Renzo Mochi sindaco di centrosinistra accorso all'ospedale del Ceppo - Franco non era originario di qui (era nato a Firenze), ma viveva a Cantagrillo da trent'anni ed era diventato uno di noi, sempre disponibile ad essere coinvolto in iniziative, era amico di tutti, tutti gli volevano bene". A Cantagrillo Ballerini era giunto quando era dilettante e correva per la Magniflex e lì ha conosciuto Sabrina che sarebbe diventata sua moglie.

 

Si moltiplicano intanto le testimonianze di affetto e cordoglio.

 

"Ho perso un grande amico, anzi un fratello". Così Paolo Bettini, campione olimpico ad Atene e due volte campione del mondo, proprio sotto la guida di Ballerini, ha parlato della morte del ct. "Ballerini ha rischiato la vita mille volte in corsa. Correva la Roubaix senza casco, si buttava in discesa sulle strade delle Dolomiti e non ha mai avuto problemi. Il destino lo ha preso ora in un momento di divertimento in cui coltivava la sua passione per i motori. E' stato lui ad avvicinarmi al mondo dei rally (i due hanno disputato sei gare insieme ndr). Se c'era una cosa a cui Franco teneva era la sicurezza. Mai un azzardo"."Oggi non avrei potuto correre a Larciano assieme a Franco, perché ero impegnato con gli organizzatori della corsa Costa degli Etruschi" che si è svolta ieri a Donotarico con vittoria di Petacchi. "Ma eravamo d'accordo che presto saremmo tornati a correre insieme", ha aggiunto Bettini.

 

"Era come un figlio per me, come un parente stretto per la mia famiglia". Con queste parole Alfredo Martini 'storico' commissario tecnico della nazionale di ciclismo ricorda Franco Ballerini. Martini è stato fra i primi ad accorrere all'ospedale del Ceppo di Pistoia dov'é composta la salma. "Dovevamo recarci a Prato per festeggiare il novantesimo compleanno di Giovanni Corrieri, mitico gregario di Bartali, ma siamo stati costretti a rinunciare per essere qui, vicini a Franco" racconta Martini.

"Ballerini - prosegue Martini - non mancava di passare da casa mia due o tre volte alla settimana: un caffé, un saluto, due chiacchiere. Per le nostre 'bambine' (le nipoti di casa Martini ndr) era diventato uno di famiglia". Martini ricorda un retroscena dell'approdo di Ballerini alla guida della nazionale, dove arrivò dopo il triennio con Antonio Fusi sull'ammiraglia azzurra. "Quando il presidente federale Giancarlo Ceruti mi chiese un consiglio su chi scegliere per la successione di Fusi, gli risposi: non darò una rosa, ma un nome solo.Ballerini".

 

“Provo un profondissimo dolore e una grande costernazione per la perdita di un amico vero” dichiara il presidente della Regione Claudio Martini nell'apprendere la notizia della morte di Franco Ballerini.
“Alla moglie Sabrina e ai due figli Gianmarco e Matteo vanno tutto il mio affetto e il mio cordoglio. Avevo sentito Franco poche settimane fa, per gli auguri di inizio anno  - ricorda Martini - e ci eravamo lasciati con la speranza di vedersi presto. Purtroppo non sarà così. Con Franco Ballerini - dice ancora il presidente - perdiamo una grande figura dello sport, leale, onesta, trasparente, che ha dato un grande contributo ai successi della nazionale di ciclismo”.

 

"Quello di Franco Ballerini è il ricordo carissimo di una persona in un ambiente che amo molto, che ho frequentato e frequento ancora. Franco era uno dei migliori. A lui mi legano ricordi comuni con mio padre, che Franco aveva riconosciuto come suo maestro, e i tanti sereni colloqui in un ambiente che diventava sempre più tempestoso come quello del ciclismo. Franco ci mancherà". L'assessore ai trasporti della Regione Riccardo Conti ricorda così il Ct della nazionale di ciclismo.

"E' una immensa tragedia - dice il presidente del Coni Toscana Paolo Ignesti - la scomparsa di Franco Ballerini, prima di tutto per la sua famiglia e lo per il mondo dello sport nel quale egli per la sua indole, per la sua sensibilità e semplicità aveva costruito amicizie straordinarie, molto profonde. E un grande dolore per me, un vero dolore fisico che mi attanaglia, misto a rabbia per la scomparsa di un uomo giovane che ho stimato tanto, con cui era bello parlare e stare insieme, e che ora già mi manca terribilmente".

Messaggio di cordoglio anche dal Gruppo toscano giornalisti sportivi USSI che "piange la scomparsa di un grande professionista e di un caro amico col quale aveva intrapreso negli anni numerose iniziative in comune, e partecipa alla moglie e ai due figli i sensi del più profondo dolore".

 
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