
L'università e la ricerca sono state al centro della mattinata di Enrico Rossi, oggi a Firenze per il suo viaggio d'ascolto attraverso la Toscana. Rossi è stato al Polo scientifico universitario di Sesto Fiorentino, dove ha visitato il Lens (il Laboratorio europeo per la spettroscopia non lineare) e il Labec (il Laboratorio di tecniche nucleari per i Beni culturali). Più tardi ha partecipato ad un incontro alla Casa della Creatività con i Giovani Democratici, con al centro il tema del diritto allo studio.
Dopo la visita alle strutture del Polo scientifico, Rossi è stato “a lezione” dai professori e dai ricercatori che lo accompagnavano, come Massimo Inguscio del Lens, l'ex rettore Paolo Blasi, Renzo Salimbeni dell'Ifac-Cnr, Enrico Iacopini del dipartimento di Fisica e Astronomia. I professori hanno elencato una serie di problematiche e di priorità, sia per l'università in genere che per la specifica realtà del Polo scientifico: dai noti problemi finanziari alle infrastrutture (compresi gli alloggi per gli studenti) fino al rapporto tra Istituzioni e Ateneo. Proprio a riguardo di quest'ultimo punto, è stata avanzata la proposta – accolta con favore da Rossi - di istituire un tavolo di coordinamento tra gli Enti locali e l'università. “Sono qui per capire cosa può fare la Regione per sostenere il mondo dell'università e della ricerca, vista anche la latitanza del governo nazionale su questo tema. Una richiesta che ho sentito spesso, anche stamattina, e che trovo giusta è la creazione di un ufficio regionale a Bruxelles che monitori tutto ciò che si muove a livello europeo, dalle novità nella ricerca ai bandi della Ue”.
Anche nell'incontro con i giovani del Pd, un tema affrontato da Rossi, è stato quello dei bilanci degli Atenei toscani. Secondo il candidato del centrosinistra, la strada da intraprendere è quella di “un sistema integrato delle università toscane: siamo una Regione-città di 3,6 milioni di persone e dobbiamo esserlo anche in questo”. “L'università – ha concluso – deve fare la sua parte, diventando sempre più efficiente e razionale. E lo voglio dire chiaro: credo che la Regione non debba più fare operazioni immobiliari per rimettere a posto i bilanci delle università. Il nostro compito è e deve essere pensare a politiche organiche per far sì che l'università e la ricerca funzioni. Il primo passo per mettere a punto queste politiche, però, è chiedere agli Atenei di presentare un progetto di razionalizzazione”.