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Vinci

Quel teatro che ancora non c'è. Il paese si 'allena' con il cartellone della casa del popolo

Alla struttura della Misericordia in corso lavori di ristrutturazione in attesa di individuare l'area per la nuova sede della Confraternita. Al via una nuova stagione di drama e il 'cinema sensoriale'
09/02/2010 - 12:37

Un teatro grande che ancora non c’è, ma a Vinci resta comunque una grande voglia di fare grande teatro. Giochi di parole a parte, a distanza di alcuni anni ancora poco si è mosso per il recupero degli spazi attualmente sede della Misericordia.



Il teatro di via Pierino da Vinci, plesso di circa mille metri quadrati accanto alla sede dell’associazione, venne realizzato nel 1928 su progetto dell’architetto Adolfo Coppedè, su commissione dell’allora ministro Alessandro Martelli, vinciano. Nel 1945 passò al Demanio e nel 1954 fu acquistato dalla Confraternita. È una struttura che può ospitare dalle 250 alle 300 persone a sedere.



Di questa ristrutturazione se ne parlava già a fine 2008, quando vennero annunciati i provvedimenti per il rifacimento del tetto e del giardino esterno. Tra le intenzioni future c’era l’utilizzo del cinematografo e l’allestimento di una sala polivalente per mostre e altre attività culturali o di pubblico interesse.



Per fare il teatro nuovo, però, deve essere spostata la sede della Misericordia. All’epoca fu individuata come zona quella del ‘Ponte di Bagnoli’, all’ingresso di Vinci per chi viene dalla frazione di Mercatale. Una cosa però non ancora confermata e sulla quale associazione e Comune stanno lavorando.



“Attualmente sono in corso d’opera dei lavori di manutenzione straordinaria della struttura – spiega il vicesindaco con delega alla Cultura, Alberto Casini – e il progetto che abbiamo in mente è stato inserito nella graduatoria regionale per i finanziamenti. Con l’associazione dobbiamo valutare prima però dove poter realizzare un nuovo spazio sicuramente più funzionale e adatto alle logo esigenze, in particolar modo all’ospitare mezzi di soccorso e autoambulanze”.



Nel frattempo c’è l’esperienza della casa del popolo, dove si è conclusa in inverno una riuscita rassegna teatrale e ne sta cominciando un’altra. Gli spettacoli fanno il sold out nella saletta con palco rimessa a nuovo recentemente, ma lo spazio non può ospitare più di cento persone. A curare la scelta delle performance è la compagna 'I Soliti Ignoti'.



“Per noi – spiega Luigi Palandri dell’associazione casa del popolo, presieduta da Paola Brogi – l’obiettivo è quello di riabituare i cittadini in vista della riapertura del futuro teatro, proponendo spettacoli di qualità e coinvolgendo le realtà locali. Visto che le cose sono andate bene, adesso lanciamo un nuovo cartellone e da ottobre a marzo 2011 confidiamo di dare vita a un unico cartellone”.



Come si può vedere nel programma, il teatro della casa del popolo si è allargato anche ad altri pubblici, ospitando match di improvvisazione, che tanto piacciono anche ai giovani, e spettacoli pomeridiani per ragazzi su temi importanti e che coinvolgeranno i genitori in prima persona come attori.



In attesa anche di un cinematografo vero e proprio, ecco invece che arriva la nascita del cinema ‘sensoriale’, con proiezioni accompagnate da iniziative collaterali come concerti, dibattiti e degustazioni a tema. Per questa rassegna, che si terrà nel periodo marzo/aprile, e per rilanciare questo settore (in collaborazione con Cine Club 24, costituito da un gruppo di ragazzi del paese), il Comune ha contribuito nell’acquisto di un impianto audio ad alta definizione e di un lettore Blu-Ray per i DVD di ultima generazione. “Abbiamo preferito fare questo investimento – conclude Casini – probabilmente a discapito del cinema estivo. Come Comune preferiamo lanciare proiezioni di qualità ed eventi del genere che riproporre film già passati al cinema e che si trovano ormai inseriti nel circuito del videonoleggio”. Un modo per rispondere alla richiesta di cinema d'essai alla quale, nell'Empolese, sono venuti incontor negli anni i cartelloni di Cinedrome a Empoli e del cinema Mignon di Montelupo Fiorentino.

 
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