Investire nel risparmio energetico, per ottenere risparmi o profitti ed inquinare meno, è possibile. A patto che non si cerchi il guadagno immediato, ma ci si muova soprattutto per una motivazione etica, per contribuire a migliorare la qualità dell’ambiente.
È quanto è emerso stamani nel corso dell’incontro dedicato al risparmio energetico, durante il quale sono state presentate le iniziative simboliche in programma per la giornata del risparmio energetico “M’illumino di meno” del 12 febbraio, ma anche l’avvio dei lavori per il Piano Energetico Comunale (PEC), e la storia di un’azienda tipografica che già da due anni ha realizzato un impianto fotovoltaico col quale produce energia elettrica per sé e per la rete.
L’Assessore all’Ambiente ha ricordato che venerdì 12 febbraio, alle 18, verrà spenta parte dell’illuminazione nel centro urbano, così come faranno tanti Comuni italiani. In questi giorni inoltre, gli interventi di sostituzione delle lampadine ad incandescenza con lampade a basso consumo in tutti gli edifici pubblici, proseguiranno con i locali della scuola di musica.
L’Assessore al Bilancio è poi intervenuto per illustrare i principi del Piano Energetico Comunale, il PEC, un adempimento non ancora obbligatorio per legge ma che Certaldo, uno dei primi Comuni in assoluto, vuole realizzare con un obiettivo: capire esattamente quanta energia consumano tutti gli immobili comunali ed attuare progressivamente interventi per ridurre gli sprechi energetici e utilizzare fonti rinnovabili: solare, solare termico, fotovoltaico, ecc… Con un investimento di 260.000 euro già stanziati per il 2010 e 1 milione di euro nei due anni successivi, verranno installati impianti per produrre energia pulita e si lavorerà per stimolare cittadini ed imprese a fare altrettanto, in casa e in azienda.
E proprio sul fronte delle imprese, è stata sentita l’esperienza di Roberto Federighi, dell’omonima tipografia certaldese, pioniere della realizzazione di impianti fotovoltaici di grandi dimensioni: “Abbiamo iniziato nel 2005 ad interessarci al fotovoltaico e solo dopo due anni, alla fine del 2007, siamo riusciti realizzare sul tetto della nostra azienda un impianto di 1000 metri quadri per produrre 50 kilowatt; poi ci sono voluti 4 mesi solo per l’allaccio alla rete. Insomma, non è stato facile – spiega Federighi – perché ci si deve relazionare con tanti Enti diversi e, alla fine, i ricavi della vendita dell’energia fanno pari con i costi del mutuo, almeno per i primi anni.
Però fin da subito si vedono dei risultati: la bolletta energetica è più leggera, e le nostre macchine ora stampano usando energia pulita. È una bella soddisfazione, ed anche per questo, siccome siamo stati fra i primi, siamo sempre disponibili quando un’azienda vuole venire a vedere il nostro impianto per farne uno simile”.
L’Amministrazione spera che d’ora in avanti l’approccio ecologico all’energia si diffonda sempre di più tra imprese e cittadini certaldesi.