"Ci rivolgiamo a lei in maniera pubblica poiché tutte le richieste, gli inviti e le sollecitazioni che abbiamo fatto come associazione sull'importante tema della ciclabilità, finora non hanno avuto riscontri positivi.
Da molti anni Legambiente/Empoliciclabile ha sollevato la questione di una diversa mobilità per la città di Empoli, facendosi propositrice di una rete di piste ciclabili al fine di promuovere e favorire un modo di muoversi sostenibile e alternativo a quello imperniato sull'auto privata.
Quest'esigenza scaturiva in maniera prorompente da una situazione insostenibile di congestione del traffico, di inquinamento diffuso, sia atmosferico che acustico, di occupazione abnorme di spazi, di invivibilità della città.
Tale situazione oggi, come è facile constatare, si è ulteriormente aggravata, senza che si sia tentato minimamente di porvi rimedio approntando quelle misure idonee e necessarie.
Solo formalmente si è prestata attenzione inserendo l'argomento “piste ciclabili” nel programma elettorale per le elezioni amministrative del 2009, senza far seguire, a distanza di un anno, nessun provvedimento concreto ed operativo.
Con nostra istanza, inviata nel novembre 2009, avevamo ancora una volta sollevato l'esigenza di dare concreta attuazione a tale programma. Purtroppo non abbiamo ricevuto ad oggi alcuna risposta.
Ribadiamo ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, che è in vigore la normativa specifica nazionale in materia di mobilità ciclistica – la legge 366 del 1998 – che detta regole e disposizioni precise agli Enti Locali, sia in ordine agli atti di pianificazione, sia alla realizzazione di infrastrutture , sia ai finanziamenti.
In merito proprio agli strumenti di pianificazione, i Comuni che sono tenuti alla predisposizione del Piano Urbano del Traffico (PUT) devono inserire in maniera organica, quale piano di settore, il piano della rete ciclabile.
Non si può continuare a disattendere questa legge, tale inadempienza costituisce un colpevole ritardo che rende più difficoltoso qualsiasi intervento futuro.
Non crede lei che i cittadini abbiano il diritto di avere una città più vivibile e le generazioni future di ereditare un ambiente meno compromesso?
Non pensa che, nella funzione amministrativa, rientrino a pieno titolo il compito e il dovere di assicurare una pari opportunità di muoversi, liberamente e in sicurezza, alle categorie più deboli e indifese quali i ciclisti, i pedoni, gli anziani, i bambini?
Non ritiene necessario riequilbrare la mobilità tra i diversi modi di spostamento in città per dare la libertà di scelta del modo più idoneo per muoversi?
Noi pensiamo che chi amministra non possa esimersi dall'obbligo di salvaguardare e tutelare la salubrità dell'ambiente urbano così gravemente minacciato da emissioni dannose quali gas e polveri sottili.
Noi crediamo che l'invadenza prorompente delle automobili debba essere arginata, soprattutto in una città interamente pianeggiante e con una vocazione quasi naturale ad essere una città ciclabile.
Rinnoviamo ancora la richiesta di predisposizione di un piano per la realizzazione di una rete di percorsi ciclabili urbani per sostenere e promuovere la mobilità ciclistica, auspicando questa volta un fattivo interesse ed una maggiore determinazione da parte dell'Amministrazione Comunale: Empoli ha bisogno di scelte più coraggiose e innovative!".