
Un gruppo di studenti ha interrotto stamani la seduta del senato accademico nella sede del rettorato in piazza San Marco a Firenze. Il rettore Alberto Tesi ha così sospeso la seduta per circa mezz'ora. In una nota, diffusa dal collettivo politico di scienze politiche e di lettere, si comunica che "si sta svolgendo in questo momento un'occupazione temporanea del Rettorato di Firenze che ha prodotto l'immediato blocco e scioglimento del Senato Accademico in corso. Proprio in questi giorni i ministri dell'istruzione di 46 paesi europei celebreranno a Vienna il 10° anniversario della dichiarazione di Bologna. Ma per noi non c'è niente da festeggiare!". L'aula è stata occupata da una quindicina di giovani che hanno chiuso la porta impedendo l'accesso alla stampa. Sul posto sono intervenuti il vicario del questore, il dirigente della digos e un funzionario delle volanti.
Matteo Lottini, portavoce degli occupanti ed esponente del Collettivo di Scienze Politiche dichiara: "Abbiamo bloccato lo svolgimento del Senato accademico per protestare contro i festeggiamenti, a livello europeo, per il decimo anniversario della dichiarazione di Bologna, dove 10 anni fa ministri dell'istruzione di vari Paesi europei hanno sottoscritto un documento di indirizzo che ha istituito - tra le altre cose - la privatizzazione dei servizi legati al diritto allo studio e ha incrementato l'uso violento del numero chiuso".
Lottini ha poi spiegato che a dare vita all'occupazione sono stati "una cinquantina di studenti dei collettivi di Lettere, Scienze politiche e del Collettivo interfacoltà I 400 colpi. "Quando siamo entrati abbiamo invitato i docenti ad uscire. Loro ci hanno spiegato che la seduta era molto importante ed avrebbero preferito poter andare avanti con i lavori ma poi non hanno fatto troppi problemi e si sono allontanati". Lottini ha aggiunto che l'occupazione proseguirà ed ha annunciato per questo pomeriggio alle 15.30 un'assemblea nella facoltà di Lettere in preparazione al corteo studentesco di martedì prossimo (ore 9 piazza San Marco).