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Toscana

Un nuovo piano di coordinamento e azione contro la violenza sulle donne

Con le linee guida della legge 57 approvate, le Asl potranno garantire nuovi servizi e si avrà così la possibilità di ricevere interventi sparsi su tutto il territorio
11/03/2010 - 14:10

La costruzione di servizi di soccorso e assistenza diffusa sul tutto il territorio regionale, che garantisca un intervento immediato e sostenga le vittime anche in una fase successiva all'emergenza; l'organizzazione di reti provinciali in grado di coinvolgere tutti i soggetti pubblici e del privato sociale e di assicurare servizi omogenei; la valorizzazione delle esperienze dei centri antiviolenza e il ruolo strategico assegnato ai centri di coordinamento che, presenti in ogni azienda sanitaria e ospedaliera, si faranno carico del percorsi assistenziali. Tutto questo è previsto nelle linee guida approvate in questi giorni dal governo regionale per concludere in questo modo il lavoro  avviato con la legge 59/2007 (“Norme contro la violenza di genere”).

 

"Sono molte le donne che si rivolgono ai nostri centri antiviolenza – spiega il vicepresidente Federico Gelli, che ha la competenza in materia - e anche il numero delle denuncie – 8 per 100 mila abitanti contro il 6,4 della media nazionale – dimostra quanto sia importante e diffuso il fenomeno. Sono dati che fanno riflettere, benché vadano letti anche con la volontà di rompere il silenzio e quindi anche con la maggiore fiducia che le donne hanno in Toscana nei confronti delle forze dell'ordine e dei servizi di soccorso e assistenza. In ogni caso resta molto da fare e queste linee guida ci aiuteranno a farlo.

 

Alla prossima legislatura regionale consegniamo un quadro ben definito per quanto riguarda le competenze, i percorsi di assistenza, le strutture che dovranno mettersi in rete, a partire dai centri di coordinamento previsti in ogni azienda sanitaria e ospedaliera".

 

Le linee guida definiscono anche le varie competenze tra i vari enti coinvolti nell'azione di prevenzione, contrasto e assistenza. Tra le altre cose, si prevede che le aziende sanitarie e ospedaliere attivino presso ogni pronto soccorso un punto di accesso in grado di accogliere, assistere, raccogliere le prove della violenza subìta – avvalendosi di professionisti opportunamente formati – e di indirizzare le vittime ai servizi sul territorio, a partire dai centri antiviolenza, con i quali saranno stipulate apposite convenzioni. Entro sei mesi sarà predisposto uno schema di convenzione per regolare rapporti e modalità del servizio.

 

Ogni comune capoluogo di provincia, tra l'altro, dovrà realizzare almeno una casa rifugio a indirizzo segreto per la protezione delle vittime.
Sarà costituita una sezione dell'Osservatorio sociale regionale specificamente dedicata al monitoraggio della violenza di genere.
Nel 2008 sono state 1.635 le richieste di aiuti ai centri antiviolenza della Toscana. Già 1.500 quelle nel primi nove mesi del 2009. Il 66% delle donne che si sono rivolte a queste strutture ha dichiarato d i non aver presentato denuncia. Nel 90% dei casi la violenza si è consumata tra le mura di casa. Nel 57% dei casi i reati sono stati compiuti da famigliari e conviventi.

Fonte: Regione Toscana
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