
Si era nascosto nel vano caldaie della piscina della sua maxivilla a Pieve Ligure l'imprenditore siriano Hadj Fouzi, l'ex patron della Lucchese arrestato dalla Guardia di finanza di Lucca nell'ambito dell'indagine sul crac della squadra rossonera. Ai finanzieri che si erano presentati per notificargli il provvedimento, la moglie aveva detto che l'ex presidente della Lucchese era all'estero, ma una rapida perquisizione aveva fatto scoprire il nascondiglio. Per questo il Gip del tribunale di Lucca ha disposto la custodia cautelare in carcere, considerando concreto il pericolo di fuga.
Venerdì 11 marzo sarà interrogato dal gip Ferdinando Baldini, su rogatoria della procura di Lucca a Genova. Sull’ex presidente della Lucchese pende un'inchiesta per riciclaggio, fatta partire due anni fa dal sostituto procuratore Enrico Zucca, e ancora in fase di indagini. Oltre all'ex patron della Lucchese sarebbe indagato anche un architetto.
Sempre nel capoluogo ligure, inoltre, per Hadj è in corso un processo per bancarotta fraudolenta, che riprenderà a ottobre. Giovedì 11 marzo, il collegio difensivo dell'imprenditore siriano - formato dagli avvocati Ada Odino, Paolo Scovazzi e Storelli, del Foro di Lucca - ha ricevuto l'avviso di conclusione delle indagini da parte della procura di Lucca. Secondo i magistrati che hanno chiesto l'arresto, ci sarebbe stato un grave pericolo di fuga. Hadj è rinchiuso nel carcere di Marassi.