
Torna il ciclo di appuntamenti dedicato ai temi della cooperazione internazionale, della mondialità, attraverso la musica, il teatro, i documentari, i libri. Una serie di iniziative per promuovere un impegno comune, sensibilizzando la comunità locale: si chiama Harambee 2010 ed è un progetto di cooperazione e solidarietà internazionale, che si pone come obiettivo l’autosviluppo attraverso azioni educative ed iniziative di sviluppo comunitario, rispettando le usanze, la dignità della persona, e l’esperienza della popolazione locale. In lingua swahili ‘Harambee’ significa lavorare insieme.
Il progetto vanta del patrocinio della Provincia di Firenze e Comune di Empoli.
Si comincia domenica 14 fino al 27 marzo 2010, sala Il Momento, in via Del Giglio, con lo spettacolo teatrale Bilal, tratto dal libro di Fabrizio Gatti. Ingresso 10 euro. Fabrizio Gatti ha attraversato il Sahara sugli stessi camion che trasportano clandestini. Ha incontrato affiliati di Al Qaeda e scafisti senza scrupoli. Ha superato indenne le frontiere.
Si è infiltrato nelle organizzazioni criminali africane e nelle aziende europee che sfruttano la nuova tratta degli schiavi. Si è fatto arrestare come immigrato clandestino vivendo sulla propria pelle l’osceno trattamento riservato agli immigrati nei centri di permanenza temporanea. Ha scoperto i nomi, le alleanze e le complicità di alcuni governi che non fanno nulla contro il traffico di schiavi, anzi, ci guadagnano.
Bilal è la cronaca della più grande avventura del Terzo Millennio vissuta in prima persona dall’autore. Un viaggio nell’impero di chi si arricchisce commerciando carne umana, raccontato con un linguaggio teso che avvince il lettore come in un thriller. Un resoconto lucido e spietato – perché “approdare vivi a Lampedusa è come sopravvivere a un incidente aereo” – che segna la scoperta di un nuovo talento letterario che sa parlare della realtà. Perché Bilal è una storia vera. E’ una denuncia di un crimine contro l’umanità; il dramma quotidiano dell’immigrazione raccontata da un giornalista che l’ha vissuto dall’interno.
Il programma delle altre giornate di iniziative: lunedì 15 marzo 2010 dalle 19,30, cenacolo degli Agostiniani con aperitivo, documentario La Breche di Abdoul Aziz Cissè, con Abdoul Amad Pene e Mame Penda Golleje; martedì 16 marzo 2010 alle 21, sala Il Momento, via del Giglio Empoli, la bella musica tradizionale popolare dei Vincanto in concerto; mercoledì 17 marzo 2010 dalle 19,30, agli Agostiniani, aperitivo, documentario Ishak con il regista Matteo Pasi; giovedì 18 marzo 2010 alle 21, sempre agli Agostiniani, dibattito sul tema Altra via F. Gesualdi, L. Bruni e B.Berti; venerdì 19 marzo 2010 alle 21, agli Agostiniani, presentazione del libro Io bambino libero imprenditore, interviene Danny Mende e Biblioteca di Terni.
Ultimo appuntamento sabato 27 marzo 2010, sala delle Rose, Pozzale, cena solidale, a cura delle associazioni coinvolte in Harambee.
La manifestazione è stata realizzata con il patrocinio di Provincia di Firenze e Comune di Empoli.
BIOGRAFIA FABRIZIO GATTI
Diventa giornalista e comincia nel 1991 ad occuparsi di temi relativi alla criminalità. Lavora per il Corriere della Sera e, dal 2004, per L'espresso.
Il 5 gennaio 2007 riceve il Premio Giuseppe Fava per le sue inchieste sui clandestini di Lampedusa e sugli sfruttati nei campi di Puglia dal titolo Io schiavo di Puglia[2]. Il 16 aprile 2007 per la stessa inchiesta riceve, a Bruxelles, il Premio Giornalistico 2006 dell'Unione Europea (Journalist Award 2006). Il 17 maggio 2008 a Udine riceve il premio letterario internazionale Tiziano Terzani per il libro Bilal - il mio viaggio da infiltrato nel mercato dei nuovi schiavi.
Tra le sue inchieste più celebri si ricordano quelle sul problema della sicurezza nelle metropolitane e sui mezzi pubblici di Milano (ATM), sul trattamento subito dai rifugiati kossovari che cercavano di varcare il confine svizzero,sulle condizioni di vita nel centri di permanenza temporanea di Lampedusa, sulle situazioni del Policlinico "Umberto I" a Roma. Il 03 ottobre 2008 a Riolo Terme (RA) durante una cena di beneficenza gli è stato assegnato il riconoscimento "UN VA A ZEZZ".
Il 9 ottobre 2009 il settimanale l'Espresso pubblica online nel suo sito il servizio "L'amico Isaias" sui rapporti economici tra Italia ed Eritrea: nel silenzio dei media la dittatura di Isaias Afewerki, che dal 1993 ha vietato la libertà di stampa, fa affari d'oro con tante imprese italiane sfruttando la schiavitù, le torture e i genocidi del popolo eritreo.