Patenti ritirate, multe da 1.600 a 6.000 euro, sequestro di telefonini, biglietti da visita e automobili di grossa cilindrata sequestrati e sei tassisti abusivi cinesi denunciati.
E' questo il bilancio della battaglia dichiarata dal Comune di Prato contro chi in città guida il taxi senza licenza. Il giro di vite è stato sollecitato dalle tre cooperative di categoria della città, secondo le quali il fenomeno, concentrato in piazza della stazione, ha assunto le caratteristiche di un vero e proprio mercato parallelo del trasporto pubblico.
"Provare che un automobilista è in realtà un tassista abusivo e non una persona in attesa di parenti e amici davanti alla stazione non è facile - osserva l'assessore Aldo Milone -. Per la polizia municipale, che ringrazio, è un lavoro lungo e impegnativo".
L'unico indizio che i cinesi lasciano ai vigili-detective sono i biglietti da visita, disseminati in bar, aziende e locali. Sono scritti in cinese ma, tradotti, presentano esplicitamente il servizio taxi, con tanto di numero di telefonino del tassista.
Proprio dal controllo dei telefoni mobili dei clienti, una volta filmate diverse scene di carico e scarico di valigie e passeggeri, la polizia municipale ha ottenuto la prova definitiva, procedendo al sequestro delle autovetture e al ritiro delle patenti.