
I cartelli che indicano la presenza di autovelox devono essere posti almeno a 150 metri di distanza dall’apparecchio. Basandosi su questa norma il giudice di pace di Empoli ha annullato due verbali comminati a un impiegato di Monsummano Terme che si è rivolto alla Confconsumatori di Pistoia.
L’uomo, le cui iniziali sono M.A., era stato multato per due volte nel territorio comunale di Cerreto Guidi, sulla strada regionale 436 nel tratto che va verso la frazione fucecchiese de Le Botteghe. Il cartello che segnalava la presenza dell’apparecchio in questione, però, era posto a 70 metri di distanza, violando alcune recenti circolari del Ministero dei Trasporti che prescrivono una distanza minima, nelle strade extraurbane, di almeno 150 metri. Una sentenza della Cassazione aveva addirittura fissato tale lontananza a 400 metri.
Per questo il monsummanese si è rivolto alla Confconsumatori e ai suoi avvocati avendo poi ragione dal giudice di pace di Empoli. La sentenza potrebbe essere un precedente che potrebbe dare il via a una serie di altri 'successi' per i cittadini che hanno fatto ricorso per multe comminate da autovelox.
“L'errata apposizione dei cartelli – spiega l’associazione in una nota stampa – era stata confermata anche dal fatto che, dopo il nostro ricorso e prima dell'udienza, il Comune aveva spostato i cartelli allontanandoli e portandoli dai 70 metri iniziali a oltre 150 metri prima del dispositivo fisso. Un tentativo di far confermare la validità delle multe che, però, non è riuscito al Comune in quanto l'automobilista si era preparato ed aveva fotografato in entrambe le occasioni i cartelli, riuscendo così a dimostrare al Giudice l'errata distanza dei cartelli ed il loro successivo spostamento. Una tesi pienamente accolta dal Giudice di Pace di Empoli che ha annullato i due verbali”.