
Anche il sessantacinquesimo anniversario della liberazione italiana ha visto un corale e non formale tributo di riconoscenza a quanti si prodigarono per restituire al Paese le libertà civile e politiche, e nell’attualità’, l’appello ad affrontarsi nell’agone della politica, in un clima che sia di leale confronto tra le diverse posizioni e non dalla tendenza alla delegittimazione dell’avversario, impropriamente fatto passare per “ nemico “.
Ci sono parse inequivocabili nei contenuti le parole del Capo dello Stato e di tutte le cariche istituzionali, compreso il Premier Berlusconi che, pur essendo portatore di un indirizzo politico sostenuto da una maggioranza , ha colto l’occasione del 25 aprile per affermare l’auspicio che le riforme attinenti l’assetto istituzionale del Paese siano varate con maggioranze più ampie di quelle che sostengono l’esecutivo in carica, perché come la Costituzione fu il frutto intelligente di una pluralità di indirizzi culturali e politici che operarono buone sintesi , parimenti e’ giusto che lo siano le modifiche.
Non e’ auspicabile che si facciano riforme costituzionali a colpi di maggioranza, anche perché, come e’ già accaduto , la successiva sottoposizione a referendum confermativo potrebbe vanificarne i contenuti , e quindi , senza evocare consociativismi, ma solo richiamandoci ad una corretta interpretazione di bisogni reali dell’Italia pensiamo di dover condividere quest’impostazione
Tuttavia non possiamo tacere, da autentici cultori della democrazia, sulla circostanza che sistematicamente il 25 Aprile venga anche usato strumentalmente dalle intemperanze dei soli noti, pseudo pacifisti, che pensano di poter contestare impunemente e pregiudizialmente chi non milita nella sinistra.
In tutta sincerità, poiché il nostro essere votati al confronto non e’ ad orologeria , ma e’ il metodo che ci guida costantemente da eletti in un consesso istituzionale, riteniamo che le contestazioni alla Moratti e alla Polverini meritino di essere realmente isolate perché parte di un metodo estraneo alla cultura della libertà , così come pensiamo che la civile Firenze non meriti il reiterarsi di atti di violenza ai danni del centro sociale di Casaggi’, ove pare che i giovani amici del centro destra debbano essere fin troppo spesso preda di eversori dell’ordine il cui antifascismo e’ meramente di facciata .
Il vero antifascista di ieri, che combatté per ridare all’Italia un assetto democratico, può essere onorato oggi solo da chi, portatore di una cultura autenticamente liberal democratica , e’ contrario ad ogni forma di totalitarismo, e pensiamo di poter dire che sulla piazza del 25 aprile non hanno diritto di cittadinanza certi gruppuscoli che usano la violenza come metodo di lotta politica