"Pur dando atto al Segretario nazionale del Partito Democratico, On. Pierluigi Bersani, di aver dimostrato onesta’ intellettuale nell’evitare di approfittare della circostanza della manifestazione empolese del 1 maggio per dar vita ad un comizio, ma di essersi limitato ad un indirizzo di saluto accompagnato dalla legittima sottolineatura di come il partito che guida si senta in sintonia con i valori ideali sintetizzati dalla festa, nonostante lo si fosse chiamato irritualmente a salire sul palco, devo con rammarico sottolineare che, se ed in quanto simili manifestazioni vengono organizzate da sigle sindacali che aspirano alla tutela della qualita’ del lavoro e della dignita’ dei lavoratori, in condizioni di autonomia dai partiti politici e dai Governi pro tempore, con i quali ci si confronta e scontra doverosamente in ragione degli obiettivi perseguiti, non e’ parso opportuno offrire il microfono il 1 maggio ad un autorevole militante nell’agone della politica nostrana, perche’ a quella manifestazione erano presenti lavoratori di diversi orientamenti, che possono non aver gradito (e qualcuno ce lo ha fatto notare) la commistione tra sindacalismo e opposizione al Governo".