Il Laboratorio Teatrale dell'Istituto di Istruzione Superiore Ferraris-Brunelleschi di Empoli, composto da circa 45 studenti, provenienti da tutte le classi dell'Istituto, coordinato dai docenti Silvia Desideri, Laura Moroni, Marco Dolfi e diretto dalla regista Maria Simona Peruzzi, sabato 8 Maggio parteciperà alla XIII Rassegna del Teatro della Scuola “Premio Città di Grosseto” con lo spettacolo “Aracne”.
ARACNE
Il mito di Aracne raccontato da giovanissime “amiche di nonna Speranza” è la cornice nella quale si aprono squarci, brandelli di storie, che si rinnovano e prendono le forme del presente: i miti. Dalle narrazioni che ci accompagnano fin dall’infanzia fino a sfiorare “Le Metamorfosi” di Ovidio, ripercorriamo antiche storie.
Si parte da Aracne perché lei disegna le storie, è un’artista. Così dice Ovidio.
Le ragazze, incuriosite dalla sorte della fanciulla ragno, si dividono: c’è chi la difende, chi la prende in giro, chi la disprezza, chi la ama.
Aracne è brava, intrecci mirabili nelle sue tele suscitano l’ammirazione di tutti.
Aracne è orgogliosa della propria abilità tanto da sfidare la dea, Atena, maestra in quell’arte.
La storia poi, è nota. La dea accetta e la gara ha inizio.
Ciascuna a suo modo: Atena rappresenta sulla tela ciò che è, Aracne disegna invece il mutare delle forme, la molteplicità e il divenire delle cose. Il divino e l’umano.
La fanciulla verrà punita e, trasformata in ragno, continuerà a tessere le tele, come una volta.
E anche all’interno della nostra tela scorrono le storie. Frammenti, lampi di storie.
I miti che le hanno ispirate sono tracce lontane, questo va detto; inutile cercare Narciso, o Icaro, o Piramo e Tisbi, appena si intravedono sotto la superficie. Incomplete, frammentarie, come quando cammini per strada e le cose ti passano accanto e non le puoi fermare, ma lasciano tracce e nella testa di ognuno prendono forma.
L’attimo in cui accadono e come accadono.
Solo questo riusciamo a narrare.
Ma è normale: noi in questa gara, non possiamo che stare con Aracne.