In alcuni mercati in provincia di Pisa o di Firenze ci sono ambulanti che vendono come “mamme di San Miniato”, carciofi, pur grandi, anche del peso di un chilogrammo, che arrivano da zone e coltivazioni che nulla hanno a che fare con San Miniato. Carciofi, peraltro, messi in vendita ad un prezzo che gli agricoltori della zona non potrebbero mai sostenere. La lotta, dunque, anche in questo caso, è contro la concorrenza sleale di chi sfrutta il nome di una tipicità.
Lo denuncia la Cia, Confederazione Italiana Agricoltori della Provincia di Pisa con Francesca Cupelli, attivista di San Miniato e giovane imprenditore agricolo. “Succede che nei mercati è facile trovare cassette di carciofi con scritto mamme di San Miniato a 50 centesimi a pezzo - spiega Francesca Cupelli, che ha inaugurato a San Miniato il primo punto vendita diretto dei prodotti tipici agricoli del Valdarno e della Valdera - Cifra impossibile da sostenere. E così vale per i carciofi che arrivano dopo le mamme che solo in terza scelta potranno arrivare a 40 centesimi. Ma ad esempio quelli subito dopo le mamme costano già 1 euro o 90 centesimi l’uno; a seguire i secondo a 75 o 70 centesimi fino alla terza scelta“.
“Il nostro invito, come Cia, è per prima cosa ai consumatori: attenzione alle promozioni impossibili - aggiunge Cupelli - Poi le “mamme“, soprattutto, devono essere dotate della fascetta identificativa che le lega al disciplinare di coltivazione. A livello di agricoltori, invece, diciamo che il mercato è viziato da atteggiamenti scorretti che danneggiano la qualità locale, la già difficoltosa filiera corta, le risorse del territorio che hanno nell‘agricoltura un punto di forza“. Fabio Panchetti, vicepresidente della Cia di Pisa illustra i numeri della produzione nel samminiatese: “Siamo arrivati a 20mila piante e quindi sul mercato sono arrivate o stanno finendo di arrivare “mamme” - dice - i prezzi stabili, praticamente invariati. La produzione stimata per il 2010 è di mezzo milione di carciofi“. Una parte andranno anche a servire la filiera del prodotti trasformati, come creme e salse. Da due anni è in corso anche la sperimentazione per la fare il liquore al carciofo di San Miniato il cui primo assaggio potrebbe arrivare a novembre 2010.