Uno squillo di sirena e 100 sindaci sono andati 'al tappeto' in piazza della Signoria, in mezzo ad una folla di turisti assai stupiti. Si è appena svolto così il flash mob organizzato dagli amministratori locali dell'Italia centrale per protestare contro la rigidità del patto di stabilità e chiedere al Governo un allentamento dei vincoli di bilancio. I sindaci, tutti con addosso la fascia tricolore, si sono sdraiati all'unisono in terra sopra dei lenzuoli con sopra scritto "stanno mettendo il tuo comune al tappeto". Poco prima una delegazione composta da Alessandro Cosimi presidente di Anci Toscana e sindaco di Livorno, Sabrina Sergio Gori, sindaco di Quarrata e vicepresidente vicario dell’Anci Toscana, il presidente della Provincia di Pisa e dell’Upi Toscana Andrea Pieroni, il sindaco di Fabbriche di Vallico e presidente di Uncem Toscana Oreste Giurlani, ha incontrato il prefetto di Firenze Andrea de Martino, quindi i manifestanti con striscioni e vessilli dei Comuni si sono diretti in Piazza della Signoria. La protesta è stata organizzata dalle Anci regionali di Toscana, Umbria, Emilia Romagna, Lazio, Marche e Abruzzo.
Nutrita la presenza dei sindaci dei comuni dell’Empolese-Valdelsa e del Valdarno Inferiore. C’erano Luciana Cappelli di Empoli, Dario Parrini di Vinci, Enrico Sostegni di Capraia e Limite, Rossana Mori per Montelupo Fiorentino, Federico Campatelli di Gambassi Terme, Paola Rossetti di Montaione e Andrea Campinoti di Certaldo. Castelfiorentino era rappresentato dal presidente del consiglio comunale Gianfranco Cannella, Fucecchio dal consigliere comunale Valentina Russoniello.
Per il Comprensorio del Cuoio non sono mancati all’appuntamento David Turini di Santa Maria a Monte, Vittorio Gabbanini di San Miniato, Umberto Marvogli di Castelfranco di Sotto e, in rappresentanza di Santa Croce sull'Arno, il consigliere comunale Enrico Lazzeroni.
"In questi anni, i comuni sono stati gli unici enti pubblici a ridurre la spesa è l'ora di dire basta", ha detto il sindaco di Livorno e presidente dell'Anci Toscana Alessandro Cosimi, "siamo arrivati al punto di non essere più in grado di garantire i servizi e così si va ad incidere sulla carne viva dei diritti dei cittadini". Il vicesindaco di Firenze, Dario Nardella, ha sottolineato come occorra "dare una maggiore flessibilità ai comuni nella gestione dei loro budget", invitando il Governo "a non spalmare il debito pubblico solo in periferia". Tra i manifestanti anche un sindaco del PdL Claudio Scarpetti primo cittadino di Firenzuola: "i problemi dei sindaci e dei comuni - ha detto - sussistono a prescindere dal colore politico; siamo tutti i giorni in prima fila per i cittadini e abbiamo bisogno della massima attenzione e sostegno, soprattutto i piccoli comuni come il nostro".
Le più vivaci proteste contro il patto di stabilità sono arrivate, nel corso della manifestazione, anche dai primi cittadini dei comuni più piccoli. "Abbiamo in costruzione una nuova scuola e un asilo già finanziati da tre anni - ha detto il sindaco di Capannoli Filippo Fatticcioni - ma non possiamo spendere un euro a causa del Patto". La prima cittadina di Greve in Chianti, Letizia Burgassi, ha spiegato di essere stata costretta ad "azzerare i fondi alla cultura per non tagliare i servizi sociali".
Il sindaco di Pontedera Simone Millozzi, ha dovuto bloccare una nuova sezione della scuola materna: "30 famiglie - ha detto - si trovano ora senza servizio". Riccardo Manganello, primo cittadino di Città della Pieve in Umbria, a causa del Patto di stabilità non potrà assumere personale al Comune: "Siamo sottodimensionati - ha detto - e i servizi ai cittadini non possono non risentirne".