A Empoli si vota per il consiglio degli stranieri extracomunitari residenti sul territorio comunale, ma a pochi del giorno regnano, dubbi, perplessità e polemiche politiche.
È uno strano clima quello che si respira all’interno della Sala della Resistenza del municipio di via Giuseppe del Papa dove oggi, martedì 25 maggio, era stata convocata la conferenza stampa per dare le informazioni utili per un voto che comunque interessa 3506 residenti (di cui 1673 maschi e 1833 femmine). A cominciare dalla polemica innescata dal presidente uscente della consiglio, Idrissa Keita (a sua volta candidato), per il quale “le informazioni sul voto ci sono state date solo oggi, fino a stamani non sapevamo dove votare, quando e come”. L’assessore ai Diritti e Doveri di Cittadinanza, Niccolò Balducci, replica dicendo che “è stata inviata una lettera a tutti gli aventi diritto e che ci sono stati dei ritardi nella compilazione ufficiale delle liste, chiusa soltanto giovedì 20 maggio. Non essendoci regole specifiche come per un’elezione amministrativa non è stato semplice mettere a punto i dettagli”.
Veniamo alle modalità di voto. Il seggio elettorale è stato allestito all’ufficio relazioni con il pubblico, in via Giuseppe del Papa, e resterà aperto dalle 9 alle 19 di domenica 30 maggio. Possono votare tutti gli stranieri che sono in possesso dei seguenti requisiti: cittadinanza di un paese straniero o "status" di apolide; carta di soggiorno o regolare permesso di soggiorno, valido o in corso di rinnovo; aver compiuto diciotto anni di età; essere iscritti all'anagrafe del Comune di Empoli. Non possono votare coloro che sono in possesso, oltre che della cittadinanza di un paese straniero, anche della cittadinanza italiana o di un paese dell'Unione Europea. Possono essere eletti come membri del Consiglio degli stranieri coloro che oltre ai requisiti richiesti per votare sono residenti in Italia da almeno un anno. Si eleggono 15 rappresentanti, votando una lista e un candidato (non esiste la preferenza disgiunta).
Tre le liste presentate: “Democraticamente stranieri”, “Nuovi cittadini”, “Tutti uniti per i nostri diritti e doveri”. La lista Democraticamente stranieri è stata sottoscritta da 36 elettori; la lista Nuovi cittadini è stata sottoscritta da 43 elettori; la lista Tutti uniti per i nostri diritti e doveri è stata sottoscritta da 44 elettori. Tra i candidati anche immigrati di seconda generazione.
Va detto, francamente, che è davvero difficile concettualmente capire la differenza tra loro. Neppure a domanda precisa c’è stata risposta altrettanto puntuale. Tutti i candidati presenti al tavolo hanno parlato di integrazione, nuova cittadinanza, formare più coesione tra la popolazione straniera e migliorare il rapporto con la città dove gli extracomunitari vivono. Per il resto non sono emerse differenze di veduta politica se non una forte polemica tra Suzy Lahache, l’ex consigliera comunale aggiunta straniera (Democraticamente Stranieri) e colui che l’ha sostituita nel corso dello scorso mandato, Idrissa Keita (Nuovi Cittadini). Per Keita “la lista della Lahache ha raccolto le firme in maniera non regolare, con persone che non sapevano di essere in quell’elenco. Una cosa che va contro un impegno serio e concreto e che può alimentare polemiche politiche contro l’operato della consulta”. Suzy Lahache respinge al mittente tutte le accuse e si prende i propri meriti: “Prima delle scorse elezioni non avevamo neanche una stanza e grazie a me e al mio gruppo abbiamo ottenuto un proprio spazio. Sono stata trattata male e così io e il nostro gruppo di lavoro siamo usciti dalla consulta. Abbiamo lavorato a parte ma alla luce del sole: non siamo associazioni nascoste, i nostri nomi sono negli albi. Noi vogliamo stare insieme con tutti, senza inganni”.
Altra polemica è invece quella politica: dopo l’uscita di Paolo Baroncelli (capogruppo PdL) sull’inutilità del consiglio degli stranieri, il presidente uscente Idrissa Keita vuole replicare punto per punto. “La nostra è stata la prima esperienza di questo tipo in Italia – è la risposta indirizzata all’esponente di centrodestra – costruita in soli 5 anni e quindi i risultati raggiunti mi sembrano già notevoli. Invece di distruggere questo lavoro Baroncelli dovrebbe dare consigli su quel che c’è di sbagliato per migliorarci. Consiglio a lui anche di rileggersi lo statuto: i romeni, essendo comunitari, non fanno parte della consulta, quindi non siamo noi ad escluderli. Sulla polemica legata alle mie assenza in consiglio, mi giustifico dicendo che quando è scaduto il nostro mandato ho scritto al presidente Sandro Piccini per chiedere come comportarsi. Una volta che lui ci ha risposto dicendoci che fino a nuove elezioni potevo ancora rappresentare il mio organismo, ho ripreso a frequentare regolarmente tutte le sedute”. Su quest’ultimo punto l’assessore Balducci scende a difesa di Idrissa Keita dicendo che “una volta chiarita la situazione è stato più presente di altri consiglieri comunali eletti”. Poi, per evitare polemiche, l’esponente di giunta ha detto che “queste elezioni sono praticamente a costo zero: il Comune deve pagare solo lo straordinario di alcune persone e la propria stamperia per le affissioni e il materiale informativo”.
Alcuni dati aggiuntivi utili. Il consiglio degli stranieri è un organo consultivo della giunta e del consiglio comunale. Viene sentito prima dell'approvazione delle deliberazioni riguardanti le condizioni degli stranieri nel Comune di Empoli. E' anche lo strumento attraverso il quale la giunta ed il consiglio comunale sono informati delle condizioni e delle problematiche delle comunità straniere, nonché delle opinioni dei cittadini stranieri sulle questioni che riguardano l'amministrazione del territorio comunale. Il Consiglio degli stranieri è composto da 15 membri, compreso il presidente e il vice presidente. Il presidente del consiglio degli stranieri, o il vice presidente in sua assenza, partecipa alle sedute del consiglio comunale con facoltà di parola, ma senza diritto di voto e percepisce il gettone di presenza.
Qui sotto un video in cui gonews.it ha voluto concedere uno spazio alle tre liste rappresentate. Per motivi di par condicio l’intervento di Suzy Lahache è stato accorciato per uniformarlo agli altri, mentre la lista ‘Tutti uniti per i nostri diritti e doveri’ ha sfruttato meno tempo rispetto a quello che era stato concesso.