
Quando nel superiore interesse di cittadini lesi nei loro diritti dall’altrui comportamento arrogante , si incontrano convergenze istituzionali (le rimostranze del gruppo consiliare Popolo della liberta’ unite a quelle del Sindaco Mori e dell’Assessore Montesoro) e politiche (la presa di posizione del segretario del PD Dino Cei), chi ha posto in essere l’atto palesemente illegittimo (la lettera che abbiamo definito da Stato di polizia, inviata da Publiambiente all’utenza accusata di un’impropria presunzione di colpevolezza derivante dal mancato svuotamento del contenitore grigio per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati), dovrebbe avere l’umilta’ di ammettere l’errore e scusarsi pubblicamente, come effettivamente Publiambiente ha fatto, perche’ ci ha veramente deluso in linea di puro diritto nel modo di rapportarsi con l’utenza.
Tuttavia il caso specifico ci induce a tornare su una riflessione piu’ volte fatta, peraltro senza aver mai risposte soddisfacenti, che vorremmo nuovamente sottoporre ai colleghi amministratori di maggioranza, ed e’ quella che si esercitino opportune forme di controllo da parte dei Comuni che rientrano nel loro bacino d’utenza e che concorrono a capitalizzarle, sulle societa’ partecipate di qualunque specie, perche’ rappresentiamo un’esigenza di carattere generale che non vuol rischiare di apparire influenzata dal palese autogoal di Publiambiente.
La spesa sostenuta per inviare lettere di natura minatoria non puo’ esser fatta passare alla stregua di normali comunicazioni costituenti atti dovuti, quasi fosse normale attivita’ amministrativa .
Dunque se ci fa piacere che un modo scorretto di interloquire con i cittadini sia stato trasversalmente biasimato, il nostro auspicio e’ che si voglia essere piu’ vigili affinche’ non si ripeta; per noi l’unico modo e’ quello di avere l’onesta’ intellettuale di chiarire gli obblighi delle societa’ partecipate, la cui autonomia gestionale non puo’ implicare la legittimazione a porre in essere misure arbitrarie nei metodi e nei contenuti.