
Venerdì 30 luglio alle 21,30 al Parco Eudora di Cenaia (Crespina - Pisa), il festival di cene e teatro “Utopia del Buongusto” presenta lo spettacolo “Nel nome mio”. Di e con Andrea Kaemmerle.
Una sfida clownesca al passare del tempo, una rappresentazione leggera come il volo silenzioso di una foglia d'autunno.
Torna a grande richiesta un copione molto dolce e troppo comico. Si narra di un soldato in fuga, il suo primo bacio, le prime carezze, gli odori di Istambul e Praga. Poi uno sparo, due ali, un angelo, Dio e tante storie nascoste dentro le parole. La scena e le atmosfere cambiano continuamente come ad imitare l'umore saltellante ed improvviso dei bambini e dei vecchi. Ridere, sorridere, ricordare e ringraziare per tutti gli attimi commoventi e buffi che la vita ci ha messo sulla strada. L'amore per le parole, per i mondi che rivelano ed innescano sono la base per uno spassosissimo gioco e duello con Dio.
Cena in luogo. Informazioni e prenotazioni 0587-608533 / 320-3667354. Ingresso allo spettacolo (con sorpresa gastronomica): euro 7,00. Cena con ingresso allo spettacolo (più sorpresa gastronomica): euro 19,00. A fine serata ci sarà il racconto della mezzanotte. Cinque minuti di poesia accompagnati da bevande e dolci. Da non perdere il curatissimo giardino e le vigne nelle vicinanze.
Novità, tornano i libri, grazie alla nuova collaborazione con il Cospe (Cooperazione per lo sviluppo dei paesi emergenti). Ad ogni spettacolo saranno presentati ben cento titoli sostenuti da Cospe e da chi, agli esordi della rassegna, con l’attività di “Pulmilibro” era stato compagno di viaggio del festival.
Utopia del Buongusto è una iniziativa finanziata con il contributo della Provincia di Pisa, della Regione Toscana e dei Comuni in apertura di programma.
“Utopia del Buongusto” sarà un viaggio teatral - gastronomico per aie, frantoi, cortili e sagrati, sempre pronto a sedurre il pubblico con cibi ancora un po’ più buoni e spettacoli ancora un po’ più belli. Una promessa per chi incontra solo adesso la manifestazione diretta da Andrea Kaemmerle. L’atmosfera informale e birbante dei primi anni c’è sempre, ancora la stessa voglia di incontrare persone, accompagnarsi nelle notti di estate e coltivare semi di umanità.