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Firenze

Tenta di confondersi tra i familiari in visita. Detenuto fermato all'ultimo controllo

La denuncia dell'organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria: "Grave emergenza delle carceri italiane in cui opera un personale ridotto allo stremo"
29/07/2010 - 16:44

Aveva appena finito di parlare con un familiare quando, mischiandosi alle persone ammesse ai colloqui nella cosiddetta 'area verde' del carcere fiorentino di Sollicciano, la meno sorvegliata, è riuscito a raggiungere l'ultima inferriata esterna, quella che delimita il perimetro del penitenziario.

La tentata fuga di un detenuto italiano di 28 anni è stata fermata dagli agenti del carcere, un sovrintendente e due assistenti, che l'hanno immediatamente bloccato e ricondotto in sezione.

 

Da tempo l'Osapp (Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria)" sia a livello regionale che nazionale - si legge in una nota - denuncia la grave emergenza delle carceri italiane in cui opera un personale di polizia penitenziaria ridotto allo stremo grazie anche ad un'amministrazione centrale che fa solo chiacchiere e niente fatti". Il segretario del Sappe, Donato Capece, sottolinea invece come, ancora una volta, "grazie alla capacità e all'attenzione degli agenti è stata impedita l'evasione di un detenuto da un carcere italiano".

Capece, dopo aver ricordato le condizioni del carcere fiorentino, 1.011 detenuti a fronte di 521 posti letto, si è soffermato su quelle che, ancora una volta, "appaiono le gravi criticità del sistema carcerario".

 

Per il Sappe "la situazione penitenziaria è sempre più incandescente" con un numero di detenuti che continua a crescere e un organico della polizia penitenziaria sempre più deficitario. Il Sappe chiede di velocizzare le previste assunzioni di 2000 nuovi agenti e, nel frattempo, avanza l'ipotesi di impiegare i militari delle Forze armate per i servizi di vigilanza esterna.

 

Sulla cosiddetta area verde o 'giardino degli incontri' del carcere fiorentino di Sollicciano, da dove oggi ha tentato la fuga un detenuto bloccato solo all'ultimo momento dagli agenti della polizia penitenziaria, interviene anche Eleuterio Grieco, segretario provinciale Uil Pa penitenziari di Firenze che sottolinea come "a sorvegliare detenuti e parenti vi era un solo agente per circa 90 persone". "'Il giardino degli incontri' è una iniziativa fortemente voluta dalla fondazione Michelucci, dal presidente del tribunale di sorveglianza Alessandro Margara e dal garante dei detenuti Franco Corleone - continua Grieco -.

Pur apprezzando l'iniziativa, il coordinamento Uil ha più volte denunciato le carenze di sistemi di sorveglianza e di comunicazioni, atteso che manca anche il telefono e la postazione di lavoro per la polizia penitenziaria". La Uil aveva anche "suggerito" una sala regia per monitorare l'area e, "in alternativa, almeno la collocazione di un braccialetto elettronico ai detenuti cui è concesso l'accesso al giardino".

La tentata fuga di un detenuto da Sollicciano per Romeo Chierchi dirigente nazionale della Federazione dei sindacati autonomi di polizia penitenziaria, "riporta la Toscana al centro dell'attenzione e la grave emergenza delle carceri italiane non può più attendere le chiacchiere del Governo, dell'amministrazione penitenziaria e del ministro della Giustizia". "Servono - ha concluso Chierchia - interventi urgenti e non costruzione di carceri sul territorio senza personale. Ionta pensi più ai suoi uomini e non alla super carica sulle costruzioni delle carceri che rimarranno vuote e senza agenti. E il Provveditore della Toscana, in veste di massima autorità regionale, ci spieghi che intervento ha messo in atto per fronteggiare l'emergenza. A noi la solidarietà e la vicinanza non serve. Vogliamo i fatti".

Fonte: ANSA
 
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