Il Tar del Lazio ha sospeso il decreto che dispone l'aumento dei pedaggi autostradali. I giudici amministrativi hanno così accolto i ricorsi presentati dal presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti, e di altri comuni contro l'aumento del pedaggio in 9 barriere autostradali del territorio romano contenuto nella manovra finanziaria del governo.
La provincia di Firenze esprime soddisfazione per la decisione del Tar del Lazio. “Questa sentenza – affermano il presidente della provincia Andrea Barducci e il vice presidente Laura Cantini – fa capire quanto fosse motivata la protesta del 2 luglio, quando i sindaci della zona e l’amministrazione provinciale protestarono nei pressi del casello autostradale di Certosa, contro quella che, allora, venne definita come una vera e propria gabella”.
“Ora anche il tribunale amministrativo sostiene che al pagamento deve corrispondere un servizio – concludono Barducci e Cantini - e dunque il reale utilizzo di un’infrastruttura, e non può trattarsi di una mera tassa”.
“L’ordinanza del Tar del Lazio conferma la fondatezza delle proteste di enti locali, pendolari e cittadini contro un balzello iniquo e illegittimo, imposto dal governo”. A dirlo è l’assessore provinciale senese alle infrastrutture Marco Macchietti, commentando la decisione dei giudici del Tar che oggi, giovedì 29 luglio, hanno accolto il ricorso presentato dalla Provincia di Roma, dal Comune di Fiano Romano e dalla Provincia di Pescara contro l'aumento dei pedaggi autostradali in vigore dal primo luglio.
“La Provincia di Siena - spiega Macchietti – stava già predisponendo un ricorso da presentare al Tar della Toscana analogo nella sostanza a quello promosso dalle amministrazioni di Lazio e Marche. Alla luce della sentenza di oggi ci fermiamo qui, sperando che l’ordinanza del Tar del Lazio possa mettere un punto fermo su tutta questa vicenda: al pagamento del pedaggio deve corrispondere un servizio e dunque l'utilizzo di un’infrastruttura. L’imposizione di un aumento ai caselli autostradali, così come introdotto dal governo, è stato solo un mero balzello: basti pensare a tutti quei casi in cui il pagamento aggiuntivo avviene in relazione ad uno svincolo stradale che non porta necessariamente l’automobilista alla fruizione dell'infrastruttura, come nel caso dei nostri caselli di Firenze Certosa e di Valdichiana”.
“La Provincia di Siena – prosegue l’assessore - ha manifestato sin da subito il proprio dissenso verso una misura iniqua e illegittima, come dimostra oggi la sentenza del Tar del Lazio. Nel nostro caso ci aggiungiamo il paradosso che il balzello sia piovuto su un’arteria, come la Siena-Firenze, che ha prima di tutto necessità di interventi consistenti di ammodernamento e messa in sicurezza. E’ da qui che vorremmo ripartire: in questo momento i nostri cittadini hanno bisogno di tutto fuorché di tasse aggiuntive da pagare”.
“Il governo rinunci definitivamente al tentativo di imporre il pedaggio a carico dei cittadini con le modalità introdotte dall’articolo 15 della manovra finanziaria, approvata oggi alla Camera”. Con queste parole Franco Ceccuzzi, parlamentare del Pd commenta lo stop dei giudici del Lazio che hanno sospeso il decreto del governo sull’introduzione del balzello su alcune autostrade e raccordi autostradali. “Con la bocciatura del decreto attuativo da parte del Tar del Lazio – dice Ceccuzzi - viene data ragione a tutti coloro che hanno contrastato, fin dall’inizio, l'introduzione di questo insopportabile balzello. Secondo il Tar infatti il pedaggio sarebbe giustificabile solo come un corrispettivo per remunerare un miglioramento dell'infrastruttura. Il decreto del governo invece trasformava il pedaggio in una tassa illegittima a carico degli utenti. In qualche caso, come sulla Siena – Firenze e sulla Siena - Bettolle, il pagamento viene chiesto addirittura anche ai cittadini che non usufruiscono delle infrastrutture stradali”.
“Un governo ragionevole – dice Ceccuzzi - dovrebbe prendere atto che non è il caso di insistere con un provvedimento ingiusto ed illegittimo. Per questo ci vogliamo augurare che non sia necessario, in attesa della conferma definitiva, che la sentenza del Tar del Lazio abbia l’effetto di sospendere il pedaggio in tutta Italia, che la Provincia di Siena insieme alle altre realtà territoriali competenti sia costretta a ricorrere alla giustizia amministrativa relativamente ai caselli di Firenze - Certosa e di Valdichiana”.
“Ho inviato un messaggio di ringraziamento al Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, che con questa vittoria ha affermato le ragioni di tutti i cittadini e di tutte le istituzioni che si sono battute contro questa grave ingiustizia”.
"Questa sentenza fa giustizia di un balzello ingiusto che non affrontava il problema centrale, l'ammodernamento della nostra rete infrastrutturale". E' stato questo il primo commento dell'assessore ai trasporti della Regione Toscana Luca Ceccobao in merito alla decisione del Tar del Lazio di sospendere il decreto del Governo che aveva disposto l'aumento dei pedaggi autostradali accogliendo le richieste delle province di Roma e Pescara e il Comune di Fiano Romano sui loro tratti di competenza territoriali. Secondo i giudici al pagamento deve corrispondere un servizio, e dunque l'utilizzo di un'infrastruttura, e non puo' trattarsi di una mera tassa. In Toscana gli aumenti sono entrati in vigore il 1 luglio al casello di Firenze Certosa dell'A1 per l'Autopalio ed al casello dello svincolo Valdichiana in direzione Perugia e hanno provocato la protesta dei si ndaci lo scorso 2 luglio.
"Vogliamo predisporre insieme alle due province di Firenze e Siena un ricorso alla Corte Costituzionale - ha aggiunto Ceccobao – perché vogliamo impugnare il decreto legge al momento della sua conversione definitiva per ottenere la sua inammissibilità".