"Con l'Ordinanza n° 2447 del 6 agosto Prot. N° 115082, la Provincia di Pistoia ammette quello che pubblicamente ha sempre negato, cioé che nel forno dell'inceneritore sono sempre entrati, senza alcuna precauzione, e inceneriti rifiuti pericolosi". Lo riferisce il Coordinamento dei Comitati della Piana in una nota. "Il dubbio che all'inceneritore di Montale arrivassero rifiuti pericolosi e che questi venissero trattati in maniera non adeguata - ricordano i comitati -, era stato avanzato dai comitati in più occasioni, purtroppo la sdegnosa supponenza della Provincia, aveva sempre ignorato il problema. Evidentemente non eravamo i soli a nutrire fondati dubbi! Da alcuni giorni sul sito della Provincia di Pistoia, e con inescusabile ritardo, è apparso un poderoso carteggio che dimostra come fino ad oggi i rifiuti pericolosi siano entrati nella bocca dell'inceneritore e siano stati inceneriti, senza le dovute precauzioni".
Il Coordinamento ricorda "l'operazione trasparenza messa in piedi nel maggio di questo anno dalla Provincia di Pistoia, dai Sindaci di Agliana, Quarrata, Montale, dalla ASL e dall' ARPAT di Pistoia. Con gran pompa, misero in piedi tre visite guidate all'impianto e alla fine (il 29 maggio) anche un convegno, il tutto era per dimostrare come l'inceneritore di Montale, gioiello e vanto delle locali amministrazioni, fosse assolutamente sotto controllo, ben diretto dagli attuali gestori e assolutamente innocente rispetto alla pesante contaminazione da diossine e PCB riscontrata in tutta l'area di ricaduta dell'inceneritore. A poco valsero - si sottolinea -, in quegli stessi giorni, le denunce sulla contaminazione del latte materno, sul pesante inquinamento da diossine delle acque, sulla mancate emissioni delle ordinanze di divieto di consumo e commercializzazione dei cibi prodotti nelle aree di ricaduta dell'impianto. A nulla valse l'imponente manifestazione regionale del 22 maggio che si svolse proprio a Montale per dire 'basta all'incenerimentò, e per chiedere una gestione dei rifiuti più sicura per la salute, più economica per le tasche dei cittadini e che garantisse minore spreco di risorse". Stigmatizzando la "vergognosa doppiezza di cui sono capaci i rappresentanti delle istituzioni", il Coordinamento afferma di confidare "nel dovuto intervento, seppur tardivo, della magistratura".