E’ opportuno che Giannotti chiarisca in quale” veste”si è accinto a replicare: se di simpatizzante leghista o sostenitore di Gianfranco Fini, se di vice capogruppo vicario di una federazione o coordinatore regionale del movimento “Io amo l’Italia” " Io amo l' Italia - Io amo
Difficilmente potrà mai parlare da appartenente al PDL, sarebbe impossibile trovarvi per lui delle “aderenze”, in particolare fra le schiere democristiane le quali, sono autorizzato a riferire, chiederebbero immediatamente il suo allontanamento.
Certo è che non potrà essere considerato rappresentativo del pensiero dell’imprenditoria conciaria locale né lui, né chi eventualmente per lui scrive : chiunque del ramo imprenditoriale abbia investito del denaro per ampliare e migliorare l’efficienza della propria azienda ha sempre avuto vantaggi in termini di incremento e qualità di lavoro di conseguenza del proprio utile e della propria capacità occupazionale. E questo lo si prenda come un assioma.
Coloro che oggi non vogliono il “Tubone” fecero a suo tempo di tutto per non far vincere il mio partito il PDL, sostenendo a piane mani la sua terza lista contro Quaglierini: singolare e grave ora è che
L’analisi siglata da Giannotti è manchevole di una importante riflessione: in base a quali criteri è stata effettuata la ripartizione dei 54 milioni di euro in 40 di parte pubblica e 14 di competenza ai conciatori? E’ innegabile che per l’assegnazione delle quote sia stato tenuto conto anche di quegli investimenti pregressi da parte dei conciatori investimenti che hanno
pesato fino a ridurre la loro quota di competenza a meno della metà di quella spettante per parte pubblica.
Si soffermi anche a pensare, che i conciatori avranno con l’operazione “Tubone” un risparmio complessivo stimato intorno ai sei milioni di euro l’anno a fronte di un investimento di poco più del doppio (eventualmente ammortizzabile in dieci anni), grazie al trasferimento parziale dei costi non più a carico dei soli conciatori, ad oggi unici utilizzatori degli impianti di depurazione, ma anche del comprensorio e di chi porterà l’acqua agli impianti.
Ma forse più che di un’analisi si è trattato di un tentativo posticcio di camuffare uno scivolone con tanto di grosso tonfo per terra, tipico di chi inesperto di politica o troppo in
confidenza con il “pour parler” (mi si consenta in mezzo a tanto sfoggio di cultura almeno un francesismo…).
Non serve scomodare i poeti, l’etica od il latino nel tentativo di millantare capacità di lungimiranza imprenditoriale: a chi appartiene al PDL come me (associato n. 64344 ), a chi lo ha visto nascere, ne ha portato orgogliosamente la bandiera ed ha lavorato e sta lavorando sodo per esso, è sufficiente seguire la linea programmatica del proprio partito e lo spirito innovativo del presidente Silvio Berlusconi per distinguere uno scivolone da un pensiero imprenditoriale.
Vede Giannotti, autorevolezza e competenza non si acquisiscono ondivagando , cosa che se poi la si fa con un libro di Sheakspeare in mano, oltre allo scivolone, mette a rischio di una bella capocciata...
Per quanto eventualmente seguirà saranno da me considerate solo sue opinioni personali: il tempo ed i fatti sapranno darmi, e soprattutto dare agli imprenditori, la ragione che si meritano.