
"Si avverte una forte preoccupazione da parte dei cittadini perché alle notizie della realizzazione del famoso Tubone, le cui dimensioni sono state messe in discussione più volte e da più parti, si aggiungono quelle derivanti dalla prossima realizzazione di una decina di impianti per il trattamento termico di particolari tipologie di rifiuti, biomasse, ecc.
Per il Tubone è indispensabile iniziare, fin da subito, gli studi per la valutazione dell'impatto degli inquinanti nell'aria ripetendo la positiva esperienza del controllo pubblico e continuo dei depuratori fatto dal Centro di telerilevamento dell'ARPAT.
Premesso che sarebbe saggia una forte riduzione del numero degli impianti per il trattamento termico, il pericolo è comunque che, una volta autorizzati dalla Provincia, siano abbandonati ad una gestione senza il controllo pubblico continuo. Non è con l'autocertificazione che si danno garanzie ai cittadini!
Non vorremmo aspettare anni per avere la garanzia del controllo pubblico e continuo e quindi non vogliamo che gli abitanti facciano da cavie e non vogliamo aspettare troppo tempo, come avviene per i casi di leucemia, per i quali ancora attendiamo i dati dall'ASL sulla distribuzione dei casi sul territorio, per permettere all'ARPAT di indagare sulle cause ambientali per poter rimuovere i fattori di rischio.
Per gli stessi motivi e per avere le dovute garanzie va esteso il controllo continuo del Centro di telerilevamento anche agli impianti per il trattamento termico di particolari tipologie di rifiuti, biomasse, ecc. come avviene per attività analoghe.
Per dare maggiore slancio all'attività di prevenzione, in attesa della realizzazione della nuova sede che certamente verrà fra qualche anno, perché non cominciare già da ora a fare lavorare insieme il Centro di prevenzione ARPAT con l'ASL anche in un'unica sede nell'edificio dell'ASL di Castelfranco di Sotto già funzionante e sottoutilizzato?".