
"Non c'è che da restare sorpresi da tutti questi interventi in risposta ad delle semplici considerazioni sul modo con cui sono stati distribuiti gli oneri per la realizzazione del così detto progetto “Tubone”.
Interventi che non rispondendo in nessun modo alle nostre perplessità (che tali rimangono) realtive al fatto che ancora una volta gli imprenditori del settore conciario devono farsi carico di ulteriori oneri per la realizzazione di infrastrutture evitano invece di replicare a chi ha sollevato dubbi sulla validità del progetto per esempio il Consigliere Di Gianni dell'UDC che è intervenuto, nei giorni scorsi, evidenziando perplesità sul progeto "Tubone"
A pensare male si fa peccato ma di solito ci si indovina. Non vorremmo che anche questa volta la massima del Senatore Giulio Andreotti rispondesse alla realtà dei fatti.
Vogliamo ribadire per l'ennesima volta che la nostra posizione, che è quella della Federazione dei Gruppi Consiliari PdL ed Il Centrodestra per Santa Croce ed è stata illustrata più volte durante la campagna elettorale dello scorso anno, è di assoluta approvazione e condivisione del progetto “tubone” nell'auspicio, anche se certezze al momento non ce ne sono, che ciò comporti, nel futuro, dei benefici per i nostri imprenditori con la riduzione degli oneri di depurazione ed anche dei benefici per i cittadini del comprensorio del cuoio.
Tralasciamo di replicare a Donati, non rappresentando nessuno che non sia lui stesso, non merita nessuna considerazione anche perchè il suo articolo è un coacervo di luoghi comuni e sciocchezze che si commentano da sole.
Ci preme invece rispondere all'intervento del Presidente Bertacca visto che Giannotti che siede nel consiglio di amministrazione di Aquarno, in rappresentanza delle minoranze consiliari del Comune di Santa Croce, certe perplessità le ha esternate anche in quella sede perplessità che riguardavano anche il modo con cui sono andati a costituire la società Valdaque.
Nel leggere l'intervento del Presidente Bertacca, a parte una puntuale ricostruzione del percorso dell'accordo di programma per fanno altro che avvalorare la nostra tesi e cioè che i nostri imprenditori che si sono impegnati in maniera importante raggiungendo risultati che non hanno pari in nessun altro contesto simile ed agli stessi gli è stato concesso solo un piccolo ed alquanto modesto riconoscimento per l'opera di grande valore sociale che hanno svolto negli ultimi trent'anni per la tutela dell'ambiente e la depurazione dei reflui industriali e civili del comprensorio del cuoio.
Bertacca ci fornisce anche un altro elemento che non può che avvalorare ancor più la nostra tesi ed è ciò che si verificherà quando gli impianti saranno completamente ammortizzati. Questi impianti costati ai privati poco più di 100 milioni di euro, o se preferite 200 miliardi delle vecchie lire, una volta ammortizzati saranno ceduti alle amministrazioni pubbliche. Si può affermare che un bene quando ammortizzato il suo valore a bilancio è pari a zero ma è anche vero che impianti di questo genere mantengono un certo valore visto che continuano a rimanere in esercizio.
Questo valore, ribadiamo ancora una volta, non è stato o non verrà riconosciuto così come non vengono riconosciuti, agli impianti, da parte di Acque spa, i giusti costi della depurazione civile seppur il cittadino si trova a pagare molto di più del reale costo di depurazione.
Bertacca ribadisce anche ciò che abbiamo più volte affermato e cioè che l'accordo di programma è fondamentale per quel quarto di territorio della Toscana che non è in grado di risolvere i problemi della depurazione perchè i 47 impianti realizzati su quei territori non sono idonei (ma quanto sono costati e continuano a costare ai cittadini i 47 impianti di depurazione inefficienti ?) e che quindi per “ sostenere gli sviluppi urbani realizzati e da realizzare” dovranno, volenti o nolenti, utilizzare gli unici impianti idonei ed all'avanguardia che sono i nostri.
Se è vero come dice il presidente Bertacca che i nostri impianti hanno una capacità depurativa pari al 99%, che l'unico problema dei nostri impianti riguarda la concentrazione di cloruri disciolti, poco al di sopra delle norme, ma che questo problema ha un impatto sull'ambiente modesto, che invece un quarto della Toscana ha problemi importanti se non enormi per sostenere gli sviluppi realizzati e da realizzare perchè quest'area è priva di idonei sistemi di depurazione ci chiediamo perchè i nostri imprenditori sono ancora chiamati a sostenere ulteriori costi che non sono 14 milioni di euro su 161 milioni bensì 14 milioni di euro su 54 milioni, la cifra è la stessa ma cambia la percentuale di incidenza.
Questa domanda ne implica un'altra e cioè l'operazione “tubone”, per la parte che riguarda gli interessi dei nostri imprenditori e la collettività del Comprensorio del Cuoio, è stata gestita nel miglior modo possibile o alla luce dei fatti si potevano trovare delle soluzioni più vantaggiose?
Siamo certi che sia la parte pubblica locale ma sopratutto le rappresentanze imprenditoriali davanti alle controparti istituzionali non siano stati vittime di quella che è stata definita la “Sindrome di Stoccolma” dimostrandosi un po' troppo deboli nel rappresentare gli sforzi compiuti nel Comprensorio del Cuoio per la depurazione senza enfatizzare quello che “non è stato fatto” in altre parti della Toscana ?
Se per la debolezza della parte pubblica locale ci può essere una ragione politica, per l'eventuale debolezza dei rappresentati degli imprenditori non ce ne sono.
Ci auguriamo di leggere delle precise risposte alle nostre domande perchè il can-can sollevato non ha chiarito niente di ciò. Tenete conto che quello che noi riportiamo è ciò che molti pensano ma non dicono quindi le nostre perplessità pensiamo meritino molto di più che delle semplici ricostruzioni storiche o dei copia-incolla di comunicati stampa ormai datati.
Ribadiamo che l'operazione “tubone” è valida dal punto di vista tecnico, necessaria per la tutela dell'ambiente di una gran parte del territorio toscano, e ci auguriamo che nel futuro abbia anche una validità economica per i nostri imprenditori ed i nostri cittadini, ma questa operazione così come è stata articolata, dal punto di vista della distribuzione degli oneri di realizzazione, non è eticamente giusta perchè si mettono sullo stesso piano chi si è adoperato, in questi ultimi 30 anni, a costo di importanti sacrifici economici, per la tutela del territorio e chi non ha fatto niente.
Potremo dire che il futuro è migliore solo se nessuno soccomberà per arrivarci!".