
L’erba sintetica trova largo impiego nei tappeti erbosi utilizzati nei campi per la pratica di vari sport e nei manti erbosi per l’arredo urbano.
L’utilizzo e l’usura del campo possono provocare una dispersione nell’ambiente circostante di sostanze di nota tossicità come gli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) e le polveri fini, gli idrocarburi aromatici quali benzene, toluene, xilene (BTX), silice ed alcuni metalli (piombo, cadmio, cromo, stagno, zinco etc.).
Tali sostanze, emesse sotto forma di particolato, possono rappresentare una possibile fonte di esposizione.
Ad oggi le informazioni sui livelli di concentrazione di queste sostanze pericolose in prossimità dei campi in erba sintetica e sui livelli di esposizione sono piuttosto limitate.
Di recente sono stati condotti due studi: uno dall’ISPESL (Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro) e l’altro dall’ISS (Istituto Superiore di Sanità). Solo i risultati della ricerca dell’ISPESL sono stati già pubblicati.
In attesa di una regolamentazione della materia il Dipartimento di prevenzione dell’Asl 11 di Empoli ritiene necessario che si ponga particolare attenzione alla valutazione preventiva di questi materiali. Pertanto, si è offerto di supportare le amministrazioni locali nella valutazione dei materiali e di suggerire, quale scelta più indicata per la salubrità dell’ambiente e delle persone, quella dei campi in erba naturale, chiedendo se mai una particolare attenzione al tipo di erba in relazione al consumo di acqua.
Come forse si saprà le fibre verdi, lunghe circa 7 centimetri in tutto, costituiscono solo una parte del manto erboso sintetico, che per presentare caratteristiche di gioco simili a quelle dell’erba naturale deve comprendere diversi strati.
La base è costituita da uno strato di asfalto, sul quale è posato un tappeto elastico che funge da strato di smorzamento, ricoperto a sua volta dalle fibre del manto erboso vero e proprio. Nella parte inferiore, le fibre sono fissate nella sabbia di quarzo, sulla quale viene steso uno strato di granulato di gomma.
I granuli di gomma impiegati sono caratterizzati dalla presenza di diversi strati di materiali di differente composizione, possono essere in termoplastico vergine o possono provenire da fonti quali pneumatici, pneumatici riciclati, guarnizioni in gomma.
È soprattutto questo che può contenere sostanze dannose per la salute. Infatti, la maggior parte dei granulati è prodotta con pneumatici usati, addizionati di oli emollienti per migliorarne le caratteristiche di marcia. Questi oli contengono Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA), alcuni dei quali sono classificati come cancerogeni.
I granulati in gomma nuova, utilizzati più raramente per la produzione di erba sintetica, contengono IPA in quantità inferiore di circa 50 volte rispetto ai granulati più usati attualmente.
Impiegando la gomma nuova si diminuisce il carico di IPA, ma non la percentuale di polveri fini, poiché l’abrasione si produce anche nel granulato di pneumatici nuovi.
Il materiale da intaso è, pertanto, caratterizzato da una matrice complessa sia per i costituenti principali sia per i diversi additivi necessari a conferire ai materiali in oggetto caratteristiche peculiari per le diverse destinazioni d’uso sia per la presenza di sabbia silicea impiegata per la stabilizzazione del manto.