
"In tutta Italia decine di migliaia di insegnanti precari che stanno per essere licenziati si mobilitano e sono al dramma dello sciopero della fame: da Roma, a Palermo, a Milano… Chiedono un incontro col ministro Gelmini che risponde, con insultante provocazione, dichiarandosi d’accordo con Marchionne che licenzia gli operai.
Questo governo anziché creare posti di lavoro (Berlusconi ne prometteva a milioni) licenzia decine di migliaia di lavoratori. Molti di questi nella scuola sono da anni e decenni degnissimi e qualificati insegnanti dipendenti dello Stato. Essi vengono gettati nella disperazione insieme alle loro famiglie, e nel contempo la scuola pubblica viene privata di risorse preziose per il suo funzionamento.
La Gelmini e il suo governo se ne devono finalmente andare. Ma subito il ministro deve incontrare gli insegnanti precari per dire loro come intende rimediare alle tragiche scelte fino ad oggi compiute restituendo alla scuola le immense risorse che le ha sottratto e garantendo il lavoro ai precari. Diversamente, se il ministro persisterà sulla strada sciagurata dei licenziamenti di massa e della devastazione della scuola pubblica (contro i precari anzitutto, contro tutto il personale della scuola, contro 8 milioni di studenti che hanno diritto ad un’istruzione qualificata, contro 15 milioni di genitori che con la scuola vogliono garantire un futuro ai loro figli), dovrà far fronte ad un movimento di opposizione e di lotta sempre più vasto e determinato, convinto che oggi più di ieri è possibile vincere.
Queste sono le rivendicazioni generali, che noi appoggiamo, e condivise dal Coordinamento Precari Scuola nazionale:
- Ritiro dei tagli prevista dalla legge 133/2008;
- blocco del tentativo ormai evidente di regionalizzazione della scuola pubblica ( vedi legge Aprea e simili, che di fatto andrebbe a dare legittimità a modelli scolastici come quello lombardo o veneto costruito tutto a favore delle scuole private).
- reintegro dei fondi sottratti alla scuola
- assunzione dei precari su tutti i posti vacanti
In particolare chiediamo:
- maggiore trasparenza sulle disponibilità delle cattedre e sulle modalità di attribuzione degli incarichi
- immediata integrazione dell’organico di sostegno
- blocco del patto territoriale in virtù del quale l’anno scorso molti dei precari esclusi dalle nomine sono stati poi riutilizzati in non meglio precisati progetti paralleli all'attività didattica e retribuiti con la semplice indennità di disoccupazione. Abbiamo molto insistito nel denunciare la pericolosità di questo sistema “alternativo” di reclutamento esterno alle graduatorie; è infatti evidente che così si cerca di scardinare il contratto nazionale e di calpestare tutti i diritti acquisiti che esso garantisce.
In ultima battuta, ribadiamo la nostra più assoluta contrarietà all’attribuzione di cattedre eccedenti l’orario contrattuale: accettare cattedre per un numero di ore maggiore di 18 nella scuola secondaria, di 24 nella primaria e 25 in quella dell’infanzia riduce il numero di cattedre disponibili per le supplenze dei precari.
Insomma una grande mobilitazione ci aspetta, per chi come noi sta lottando già da due anni (spesso in “splendida” solitudine) la Gelmini non ci spaventa, difenderemo la scuola pubblica con tutte le nostre forze".