
Campi da calcio in erba sintetica, gommini ‘ammortizzanti’ sotto al manto, materiali di realizzazione dei terreni ormai sempre più in uso all’interno di centri sportivi.
Dopo un intervento dell’Asl 11 di Empoli che faceva il punto della situazione sul fattore rischio ecco la replica della Federcalcio, in particolare Antonio Armeni, presidente della commissione impianti sportivi, divisione erba artificiale, ha ritenuto necessario precisare ciò che la F.I.G.C. e la Lega Nazionale Dilettanti hanno fatto per la realizzazione dei loro campi da quando hanno ricevuto l'autorizzazione alla realizzazione delle superfici da gioco in erba artificiale.
“Questo argomento e i problemi evidenziati dall’Asl 11 sono stati – spiega Armeni in un documento ufficiale - da parte nostra, analizzati e denunciati sin dal 2003, avendo per primi sentito il dovere di valutare il problema riguardante una eventuale possibilità di inquinamento per l'ambiente e di rischio per la salute dell'individuo a causa di uno o più componenti utilizzati per la realizzazione dei nostri campi da calcio in erba artificiale.
Alle nostre: prime dichiarazioni, riguardanti l'eventuale tossicità di qualche componente, si creò una contestazione da parte dei produttori sia di erba artificiale che di granuli di gomme riciclate, sostenuta dal fatto che la UEFA e la FIFA non avevano mai preso in considerazione questo argomento, come era dimostrato nel resto dell'Europa dalla realizzazione dei campi da calcio con granuli di gomme riciclate compresi i pneumatici post uso ed impiegati tal quali usciti dagli impianti di triturazione.
Noi, convinti e supportati dai risultati delle diverse e specifiche analisi chimiche e tossicologiche, abbiamo contrastato questa posizione degli addetti ai lavori iniziando a porre paletti al fine di giungere all'uso di granuli di gomma privi di inquinanti.
Ciò ha creato una maggiore e pesante contestazione a causa della quale abbiamo ritenuto necessario denunciare la cosa al Ministero della Salute ed al Ministero dell'Ambiente affinché da parte di tali Enti, specializzati e preposti alla salvaguardia della salute dell'individuo ed al rispetto dell'ambiente, fosse presa la giusto e doverosa posizione sull'argomento e quindi sulla possibilità o meno di utilizzare determinati prodotti.
La nostra denuncia ha portato alla creazione di una Commissione Interministeriale di esperti formata da specialisti dell'Istituto Superiore di Sanità, del Ministero dell'Ambiente, dell'lSPELS, del CONI, della FIGC, della Lega Nazionale Dilettanti, dell'Associazione ARGO (produttori di granuli di pneumatico post uso) e di altri Enti dello Stato.
Nell'attesa che la Commissione venisse insediata , noi abbiamo, come primo atto, proibito la realizzazione dei sottofondi in asfalto. A questo proposito riteniamo opportuno precisare che i campi con sottofondo in asfalto realizzati per i nostri campi da calcio ammontano a 16 unità di cui circa un terzo ha già subito l'eliminazione dell'asfalto nel momento in cui si è determinata la necessità del rifacimento del campo.
La Commissione è stata insediata nel mese di novembre 2005 ed ha ultimato i lavori nel febbraio 2007 concludendo che sarebbe stato opportuno non utilizzare sulle superfici sportive e/o ricreative gomme di pneumatici post uso e gomme provenienti comunque da prodotti riciclati, e sottoponendo al Ministro della Salute una bozza di circolare che regolamentasse il divieto d'uso di tali prodotti in attesa di ulteriori indagini (vedi risultati dello studio ISPELS ai quali viene fatto riferimento) a conferma del divieto stesso.
La Lega Nazionale Dilettanti emise, nel mese di giugno 2006, un nuovo Regolamento che vietava l'utilizzo delle gomme provenienti da prodotti riciclati, come pure granuli di gomma provenienti da pneumatici post uso tal quali usciti dagli impianti di triturazione; contemporaneamente inserivamo nello stesso Regolamento due nuovi prodotti e precisamente:
Granuli di gomma nobilitati: si tratta di granuli di pneumatico di camion post uso, opportunamente verniciati in verde (al fine di limitare l'assorbimento di calore solare), dopo avere sostenuto le analisi chimiche riguardanti la ricerca dei metalli pesanti (ISO 18035-7 con restrizione della LND), ed incapsulati con una resina a base poliuretanica (al fine di eliminare qualsiasi percolazione) subendo ancora una ulteriore analisi chimica per avere la certezza di nessun rilascio inquinante;
Granuli e filamenti di prodotti naturali vegetali: si tratta di un mix di fibre naturali vegetali, filamenti calibrati e granuli che possono essere utilizzati sia nella versione esclusivamente vegetale sia additivati da granuli di elastomero termoplastico vergine esente da inquinanti.
La messa a punto di questi due prodotti ha eliminato il problema di inquinamento e rischi per la salute dell'individuo.
Tutti i campi realizzati fino al 2005, giunti all'usura che determina la fine della loro efficienza, vengono ricostruiti con i prodotti da intaso tossicologicamente sicuri, per cui entro tre /quattro anni non avremo più in Italia campi da calcio destinati alle competizioni dei campionati della FIGC contenenti prodotti da intaso non sicuri per l'uomo e per l'ambiente.
Riteniamo inoltre utile precisare che i campi che sono stati costruiti dal 2006 ad oggi per il 75% sono stati realizzati con intaso vegetale, ciò a dimostrazione di come il mercato ha risposto alla nostra convinta iniziativa.
Nel resto d'Europa continuano ad utilizzare i granuli neri dei pneumatici sia di autovettura che di camion post uso, tal quali escono dagli impianti di triturazione con le conseguenze del caso, ma già alcuni paesi hanno recepito l'importanza della battaglia da noi condotta in Italia ed iniziano ad utilizzare i prodotti da intaso da noi messi a punto e sicuri per l'ambiente e per la salute dell'uomo.
Ogni prodotto e/o componente che in Italia viene utilizzato per la realizzazione di un nostro campo da calcio è controllato e deve rispondere ai requisiti regolamentari di assoluta sicurezza ambientale e sicurezza della salute dell'uomo”.