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Firenze

In 10.000 in tutta la provincia festeggiano la fine del Ramadan. A Santa Croce erano 400

Nel capoluogo in migliaia alla Fortezza da Basso e si parla ancora del progetto della moschea
10/09/2010 - 20:47

 

Quasi 6.000 persone, questa mattina, hanno preso parte a Firenze alla preghiera di chiusura del Ramadan. La cerimonia si è tenuta in un padiglione all'interno del polo espositivo della Fortezza da Basso. Il rito, iniziato intorno alle 9.30, si è concluso poco dopo le 10.

Sempre stamani erano circa 400 al Centro Islamico di Santa Croce sull’Arno, che ha raccolto i musulmani del Comprensorio del Cuoio ma anche del’Empolese Valdelsa. Infatti quest’anno non si è registrata a Empoli, come negli anni passati, la preghiera per la fine del periodo di digiuno.  Per tutti festeggiamenti e in serata grandi cene dopo 30 giorni di rigorose privazioni alimentari.

 

Per quanto riguarda la più numerosa cerimonia fiorentina oltre all'imam di Firenze e presidente dell'Ucoii, Izzedin Elzir, tra gli altri anche l'assessore alla cultura del Comune di Firenze Giuliano da Empoli.

Predica in doppia lingua, arabo e italiano, nel padiglione della Fortezza da Basso.

A pronunciarla, a beneficio dei circa 100 credenti italiani "autoctoni" presenti, lo stesso imam. "Il nostro festeggiare - ha detto Elzir nel corso della predica - si svolge nel segno dei principi fondamentali di allegria, solidarietà, rispetto e armonia. Per la nostra fede é importante il dialogo, occorre dire no alle provocazioni", ha aggiunto l'imam, che ha concluso l'intervento augurandosi che "queste celebrazioni, il prossimo anno, possano tenersi in una sede degna della nostra comunità e dell'intera città di Firenze".

Il riferimento è alla richiesta di costruzione di una moschea in città, avanzata nei giorni scorsi dallo stesso imam all'amministrazione comunale e che ha già sollevato molte proteste. Affollatissimo il padiglione della Fortezza da Basso, dove i fedeli islamici hanno steso i loro tappeti per la preghiera: secondo le stime fornite dallo stesso Elzir, vi hanno partecipato "oltre 5.000 uomini, alcune centinaia di donne ed anche tanti bambini".

Tra i fedeli che hanno preso parte al rito, in larga parte stranieri, provenienti da ogni zona della provincia di Firenze, vi sono stati soprattutto marocchini, senegalesi, palestinesi, albanesi.

Alla breve cerimonia (durata dalle 9,30 a poco dopo le 10), era presente oltre all'imam tutto il direttivo della locale comunità islamica e, tra gli altri, l'assessore comunale alla Cultura Giuliano da Empoli, che ha portato ai fedeli "il saluto del sindaco Matteo Renzi" ed ha definito "la comunità islamica una ricchezza per la città".

La Fortezza, in ogni caso, non è stata stamani l'unico luogo nel quale si sono tenute le celebrazioni per la fine del ramadan: "Nel territorio della provincia abbiamo attivato punti di preghiera anche a Figline Valdarno ed altre 4 località: complessivamente, a festeggiare, sul territorio fiorentino - ha concluso Elzir - siamo stati circa 10.000".

"L'importante è che siamo quasi tutti d'accordo sull'esigenza di una moschea a Firenze; noi vogliamo fare un cammino insieme con la nostra amministrazione comunale, l'obiettivo della comunità islamica è quello di unire la società fiorentina e non dividerla". Lo ha detto stamani a Firenze, parlando con i cronisti a margine della celebrazione per la fine del ramadan tenuta in un padiglione della Fortezza da Basso, l'imam del capoluogo toscano e presidente nazionale dell'Ucoii, Izzedin Elzir.

Sul tema è intervenuto anche l'assessore comunale alla Cultura, Giuliano da Empoli, il quale, sempre parlando con i giornalisti, si è detto "favorevole all'edificazione di una nuova moschea, nel rispetto, ovviamente di tutte le norme urbanistiche".

L'assessore, che nei giorni scorsi ha definito "brutto" il progetto presentato dalla comunità islamica (esteticamente ispirato all'architettura rinascimentale fiorentina) ha voluto stamani precisare il suo pensiero al riguardo: "Parlando - ha detto - a titolo personale, dico che avrei preferito una moschea vera, una testimonianza più forte dell'architettura caratteristica di questi edifici, non una ripresa di Giotto o di Leonbattista Alberti. L'architettura - ha poi spiegato Da Empoli - si adatta senz'altro ai luoghi nei quali "vive", ma noi oggi non costruiamo le chiese come le costruivamo nel Rinascimento. Anche se fosse il progetto di una chiesa cattolica lo troverei brutto sinceramente - ha poi precisato riferendosi ancora allo studio presentato per la nuova moschea - le chiese cattoliche belle che si costruiscono oggi sono realizzate dai grandi architetti contemporanei e quindi credo che anche la nuova moschea dovrebbe seguire questo filone".

 
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TORNINO A CASA SUA - cavallari (11/09/2010 10:42)
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