
Dopo la presentazione ufficiale avvenuta a Palazzo Pretorio a Empoli un mese fa, torna il romanzo "EX" di Andrea Ciappi, stavolta sui banchi di scuola. Martedì 7 dicembre per tutta la mattinata gli studenti dell'ITI 'Ferraris' di Empoli potranno confrontarsi con l'autore e con Vasco Tozzi sulle pagine del libro, importante testimonianza sui drammi della guerra in ex-Jugoslavia.
Andrea Ciappi è nato a Firenze nel 1966. Laureato in Lingue e Letterature Straniere Moderne all’Università di Firenze, e diplomato al British Institute di Firenze, dal 1994 collabora col giornale quotidiano La Nazione. Si occupa in prevalenza di cronaca, ma anche di sport e cultura. Nel 1996, dopo aver seguito alcune missioni della Croce Rossa Italiana, ha effettuato servizi dalla ex-Jugoslavia per il periodico Vita e Salute. Gli scrittori di riferimento sono Carlo Cassola, Enzo Bettiza, Fulvio Tomizza. Per la poesia, il riferimento specifico va invece a Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale, e più in generale all’Ermetismo.
Con l’Ibiskos Editrice Risolo Andrea Ciappi ha già pubblicato il volume di poesie Eravamo Noi (assieme a Maurizio Bacconi, 2003), il saggio La ferrovia locale, volti e paesaggi di Carlo Cassola (2004), e il volume fotografico Venezia, Trieste, Zara, Impressioni (assieme a Maria Lucia Amerighi, 2005).
Scivolare da una situazione di almeno apparente normalità ai segni di un orrore beffardo, latente e però reale. Poche ore di macchina separano il Chianti e Firenze dalla costa dalmata. Sono gli anni 1995 e 1996: Ex mette in scena i drammi della guerra in ex-Jugoslavia in un contesto che appunto vorrebbe essere sempre “normale”. Sullo sfondo, una storia d’amore che rimane solo in remote intenzioni, e una storia d’amore che invece sboccia, e che consente di archiviare quelle due lettere: Ex. I fatti riportati dalla riva orientale dell’Adriatico sono reali; altre situazioni con i relativi nomi sono da riferirsi al progetto di narrazione dell’autore, il quale ha rivisitato episodi e commenti di quell’epoca così tragica per popolazioni che sembravano lontane, e che invece erano terribilmente vicine. Anche se in pochi lo
sapevano o facevano finta di non sapere.